Lucca, negli anni Ottanta furono trovati reperti etruschi L'ambizioso obiettivo era quello di coniugare la scoperta scientifica archeologica, che comunque rimane, a una sua valorizzazione che potesse avere una specie di benefico effetto domino per il territorio anche a livello turistico. Il parco archeologico naturalistico di «Fossa Nera», conosciuto anche come quello delle «Cento Fattorie Romane», si trova al confine tra i Comuni di Capannori e di Porcari, nella Piana di Lucca. Studiosi di tutto il mondo si occuparono fin dal 1987 della scoperta, effettivamente di notevole portata. Infatti, negli scavi, su vari strati, si rinvennero reperti dell'età del bronzo, di quella etrusca e romana. L'anello di congiunzione tra antiche civiltà, sulla sponda dell'antico fiume Auser. Roba da qualche puntata di «Voyager». Di visitatori però nessuna traccia. Arbusti, rovi, erba alta, alleati dell'inesorabile trascorrere del tempo, rappresentano oggi gli indicatori dell'abbandono. Le quattro frecce, per dirla con «Striscia la notizia», sono accese da un decennio. Sul sito www.100fattorieromane.it c'è l'indicazione della presentazione del luogo, come se l'evento dovesse ancora svolgersi: 20 novembre del 2004, con le news definite «ultim'ora» che sono datate 2005! Tra gli enti finanziatori, per quote diverse, figurano Regione Toscana, Provincia di Lucca, Fondazione Monte Paschi di Siena, i due Municipi interessati di Capannori e di Porcari. Si parla di investimenti globali per 700mila euro. La prima tranche di denaro pubblico, 300mila euro, servì per la ricognizione, il rilievo degli scavi, il restauro delle strutture antiche. Successivamente furono realizzate le strade di accesso e le passerelle che però fatalmente sono state inghiottite dal buco nero del degrado. Recentemente sul posto è stato notato addirittura un capanno tipico dei cacciatori. Erano previsti pure i percorsi didattici per le scuole e la cartellonistica, completata solo in modo parziale, è deteriorata. La zona è impervia e, soprattutto, il rischio per i temerari che osassero avventurarvisi, è di rimanere impantanati. Potrebbe diventare un campo di allenamento per prepararsi alla Parigi-Dakar, solo che qui non ci sono le dune di sabbia, bensì metri di fango. Sono state rinvenute nel corso degli anni varie nefandezze. In pochi sanno dell'esistenza di questo luogo e le amministrazioni pubbliche avrebbero dovuto tesaurizzare quell'investimento, con iniziative di promozione. «Vanificati anni di lavoro e buttati 700mila euro attacca il consigliere provinciale di opposizione Maurizio Marchetti (Forza Italia) perché questo è il totale circa di quanto è stato speso in un'oasi tra Monti Pisani ed ecosistema delle Cerbaie che avrebbe meritato maggiore considerazione». In effetti è abbastanza poco anche se negli ultimi tempi il Comune di Porcari ha cercato di alimentare nuovamente l'interesse verso l'archeologia.