Crolla l'antica Torre "Palombara" e con essa muore un pezzo della storia medievale di Alvito. Questa mattina, intorno alle 11, il sito che si trova a confine con via del Littorio e località Fontanelle si è letteralmente spaccato in due, sotto gli occhi increduli dei residenti. Un monumento, anzi, una sorta di ufficio postale risalente al XIII secolo, all'interno del quale, tra la fine del 1400 e l'inizio del 1500, venivano allevati e addestrati piccioni viaggiatori. Era dunque una vera e propria stazione di comunicazione anche in tempi di guerra, molto più efficiente e veloce dei servizi postali di oggi. E in un attimo, dopo anni ed anni di forte resistenza al maltempo e alle varie calamità naturali, la cara Palombara (per molti denominata Piccionaia) ha ceduto, destando grande tristezza tra i cittadini e gli alvitani all'estero che da ore commentano la grave perdita attraverso il social network Facebook. Incatenata, ovvero messa in sicurezza si legge su una rivista storica dopo il terremoto della Marsica, risalente al 13 gennaio 1915, sulla Palombara era già evidente una leggera crepa esterna che, dopo gli eventi sismici del maggio 1984, si amplificò nettamente, fino a trasformarsi in una vera e propria spaccatura che ha finito col dividere a metà l'antica torre. Si poteva fare qualcosa per evitare tale crollo? Al momento è certo che la Palombara, sin dal 1496 è stata di proprietà privata: da Giovanpaolo Cantelmo a Mario Equicola, tramite un privilegio conferito dal viceré di Napoli, Conte Raimondo de Cardona di Alvito, fino ai Mazzenga e agli attuali proprietari che forse potevano prevenire il crollo. Va detto che nel corso degli anni, in particolare intorno al 1992, un cittadino, residente a poca distanza dalla Torre, segnalò lo stato di abbandono in cui versava la Palombara sia al Comune di Alvito sia alla Sovrintendenza delle Belle Arti, ma evidentemente non ebbe alcuna risposta concreta, tale da effettuare interventi risolutivi su una struttura che ha svolto varie mansioni tra la fine del 1800 e l'inizi del 1900, quando l'antica civiltà contadina ne usufruiva per deporre i foraggi. Sono interminabili le storie e i racconti della Palombara, che ancora adesso, nonostante il suo cedimento, resta un punto fermo e di forza per tutte le generazioni. La domanda è una sola: questo monumento storico verrà recuperato o demolito?