Via Claudia augusta. Vita via est: ecco il titolo della mostra che costituirà il cuore delle iniziative con cui si celebrerà quest'anno il bimillenario della Claudia Augusta. L'esposizione, che sarà aperta dal 4 al 26 agosto alla Casa della cultura - Vereinshaus di Lagundo,tratterà il tema della vita quotidiana degli antichi romani in epoca imperiale e costituirà l'occasione per ammirare reperti da scavi provenienti da tutto il territorio interessato al passaggio della strada romana, dal nord Italia alla Baviera. Dopo l'inaugurazione di Lagundo, l'esposizione farà tappa in diversi altri comuni, da Altino fino a Augsburg, città che nel 2015 festeggerà i duemila anni dalla fondazione. È questa la principale iniziativa all'interno del ricco programma che prenderà il via il 12 aprile, sempre al Vereinshaus di Lagundo, con una mostra fotografica dedicata ai tanti volti della via Claudia Augusta attraverso gli scatti di Gianni Bodini. Il 30 aprile l'iniziativa si trasferirà al Museo archeologico di Altino, il 16 maggio alla Galleria del Comune di Feltre e, toccando successivamente Civezzano, San Michele all'Adige, Imst, Malles, Fließ (Austria), Füssen e Bernbeuren (Germania) si concluderà presso la biblioteca di Donauwörth (Germania) tra il 12 e il 25 ottobre. Le celebrazioni costituiscono il punto di approdo di un percorso che parte da lontano e al quale collaborano vari soggetti: Comune e ufficio turistico di Lagundo, aziende di soggiorno di Merano e Bolzano, gruppo europeo di interesse economico (Geie) via Claudia Augusta, Winefestival Merano, Spezialbier-Brauerei Forst. Ci spiega Silvano Faggioni, che con Laura Piovesan è tra i responsabili del comitato organizzatore Via Claudia Augusta, che tutto è partito «dal progetto europeo "Interreg III B Alpine space" che coinvolgeva la Baviera, il Tirolo, le province di Trento e Bolzano, i Comuni di Feltre e di Ostilia, la Regione Veneto, e di cui era capofila la Provincia di Trento. L'obiettivo riguardava la realizzazione della pista ciclabile nonché il favorire ristrutturazioni architettoniche e di siti archeologici lungo il percorso. Concluso nel 2007 continua il progetto è proseguito con il Geie, cui i partner italiani non hanno aderito. Affinché questo patrimonio di conoscenze e di rapporti non andasse disperso, il Comune di Lagundo ha quindi deciso di farvi parte accanto a Tirolo e Baviera, anche perché stava predisponendo un'area museale nei pressi della testa di ponte romana a Lagundo» aggiunge. Ma a quale data fa riferimento la ricorrenza del bimillenario visto che, come risulta dall'incisione rivenuta a RablàRabland in valle VenostaVinschgau, la strada è stata ultimata nel 46 da Claudio? E che egli affida a quel testo l'affermazione orgogliosa di una parentela che risale a Druso, il condottiero che, per primo, nel 15 a.C. aveva patefactis, «spalancato», le Alpi ai romani, partendo dal Po, fino a raggiungere il Danubio? Il riferimento da cui prendono spunto le celebrazioni del bimillenario è l'anno della morte di Augusto, il 14 appunto, perché è lui, attraverso tre principali campagne, ad occuparsi della sistemazione della zona delle Alpi: quella del 25 a. C. contro i Salassi a nord-ovest; quella del 17-16 a. C. a nord di Como fino al confine della valle dell'Adige (Tonale); quella importantissima del 15 a. C. i cui generali, non a caso, sono Tiberio e Druso maggiore, suoi figli adottivi. Proprio con quest'ultima operazione Druso attraversa la valle dell'Adige, poi la Venosta, si scontra con Reti e Vindelici, raggiungendo l'odierna Augsburg e quindi il Danubio. Via Claudia augusta. Vita via est: la strada è, dunque, il filo conduttore della mostra curata da Fiorenzo Catalli. Vi saranno rappresentati modi e tempi del viaggio, viaggiatori e merci, ma anche la via quale luogo di ininterrotto scambio culturale. I reperti esposti, in tal senso, riuniranno testimonianze provenienti dall'intero tracciato della Claudia Augusta. Ci sarà, ad esempio, racconta ancora Faggioni, «un prezioso bassorilievo raffigurante un carro con una botte che viene dal Museo romano di Augsburg e anche una copia in gesso del cippo miliare di Rablà, il cui originale è custodito al Museo civico di Bolzano. Durante quest'anno lo stesso Civico esporrà il cippo in un settore dove possa avere maggiore visibilità» conclude. I dettagli del programma, tra cui si segnala un convegno sulla viabilità sostenibile, saranno resi noti durante la conferenza stampa in programma entro fine mese. La ricorrenza dei duemila anni sarà anche occasione per approfondire gli studi inerenti alla ricostruzione del tracciato originario, non solo per la questione più volte dibattuta dagli studiosi che, se concordano sul luogo d'arrivo, Donauwörth sul Danubio passando per Augsburg, riconoscono due possibili punti di partenza: Ostiglia (Mantova) menzionata nel monumento di Rablà, Altino per l'iscrizione, rinvenuta a Cesiomaggiore (Belluno). Da qui le due strade, la Claudia Augusta «Padana» e l'«Altinate»,che si ricongiungerebbero a Trento: la prima attraversando la Vallagarina, la seconda la valle del Piave fino a Feltre, e quindi la Valsugana per raggiungere in un unico tracciato il Passo Resia, ovvero per dare origine a un'ulteriore diramazione a Pons Drusi, in direzione Brennero. Anche il tratto tra Trento a Bolzano è da tempo oggetto di ricerche: la strada passava da Egna-Ora, trafficata stazione di posta che fa supporre il passaggio di una strada importante, o tra Termeno, Caldaro, Appiano? (maggiori informazioni sul sito www.viaclaudiaaugusta2014.it).