Le maestranze del Massimo partenopeo, da sempre contrarie al commissariamento, si sono radunate nella stanza della Soprintendenza per discutere sulle novità in atto. Malumore in sala per gli spettatori accorsi a vedere lo spettacolo. Fischi e delusione per il pubblico, costretto a tornare a casa. Qualcuno ha gridato 'Siete indecenti!'. Lo spettacolo era fuori abbonamento. Lo spettacolo era fuori abbonamento. Sino a ieri le maestranze avevano ribadito la loro intenzione di presidiare il teatro ma di non bloccare le produzioni. La fondazione San Carlo si scusa con il pubblico per la mancata rappresentazione del Barbiere di Siviglia: in una nota, si sottolinea che «un gruppo minoritario di lavoratori ha impedito l'andata in scena». Da qui le scuse agli spettatori, «costretti ad aspettare più di un'ora nell'incertezza» e che poi non hanno potuto assistere allo spettacolo. Gli spettatori potranno utilizzare il biglietto per assistere ad una delle successive repliche de Il Barbiere di Siviglia in programma fino al 29 gennaio oppure convertire i biglietti acquistati su altro spettacolo (escluse le prime e i concerti in data unica), compatibilmente con la disponibilità dei posti. In alternativa è possibile chiedere il rimborso. Intanto Michele Lignola, commissario ad acta nominato dal ministro Massimo Bray, ha incontrato oggi la sovrintendente Rosanna Purchia e tutto lo staff del teatro, e successivamente ha visto i segretari delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria, per avviare con loro un dialogo, iniziare a programmare lo svolgimento dei compiti affidatigli e l'attività della Fondazione. Caldoro. «Un errore far saltare Il barbiere di Siviglia. Ai lavoratori dico: non abbassate il sipario». Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, commentando la protesta che ha bloccato la replica al San Carlo dell'opera.