VENEZIA Lo scontro sul Piano casa sbarca in consiglio dei ministri. Durante la riunione odierna a palazzo Chigi, i rappresentanti del governo hanno in programma di valutare le osservazioni alla legittimità del piano urbanistico regionale su richiesta del ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e del collega dello Sviluppo Flavio Zanonato. I due ministri democratici infatti si sono fatti portatori delle istanze dei sindaci dei capoluoghi veneti preoccupati che il nuovo regolamento regionale tolga loro le competenze urbanistiche creando storture sul territorio. «Il governo punta l'indice sul fatto che il Piano casa consente di continuare a edificare in deroga ai parametri dello strumento urbanistico comunale con conseguenze che portano quindi a un aumento ulteriore del consumo del suolo», spiega il consigliere regionale Bruno Pigozzo che ha presentato con tutto il Pd un emendamento alla legge regionale per restituire competenze ai primi cittadini. «L'obiezione centrale che viene fatta da Roma mette in rilievo lo svuotamento delle competenze dei Comuni in materia urbanistica cosa che potrebbe essere valutata come violazione dell'articolo 118 della Costituzione», continua il rappresentante democratico. Di fatto, sostiene il Pd, senza gli opportuni emendamenti, il Piano casa rischia di essere impugnato dal governo di fronte alla Corte costituzionale creando confusione normativa e dando spazio a lunghi e costosi contenziosi giuridici. «Quella del governo è un'iniziativa che coglie in pieno i passaggi a dir poco deboli del Piano casa e che potrebbe pregiudicare l'attuazione di questo provvedimento che, se varato con misure oculate e rispettose degli enti locali e del territorio, per noi resta uno strumento importante per il sistema economico veneto. L'unica via di uscita a questo punto è che la maggioranza prenda atto della proposta di modifica al Piano che come Pd abbiamo depositato nei giorni scorsi». La maggioranza in consiglio però non sembra pensarla allo stesso modo. Proprio il vicepresidente della Regione Marino Zorzato, padre del provvedimento, ricorda che l'eventuale impugnazione da parte del governo non comporta la sospensione della legge. «Questa è un faccenda che ha ben poco di giuridico e molto di politico - dice Zorzato - i ministri portano in consiglio la richiesta di alcuni sindaci e ignorano quella dell'Anci che invece aveva deciso di trattare diversamente. Abbiamo già detto di essere aperti a eventuali proposte di miglioria. Quello che sta facendo il Pd in questo momento è solo creare confusione. Il Piano casa funziona e non sono io a dirlo. I numeri presentati dalle categorie (il riferimento è a 11 mila posti di lavoro salvati dalle prime due edizioni del Piano casa) parlano da soli».
Venezia. Piano Casa, il Pd porta lo scontro in consiglio dei ministri
Il governo ha programmato una valutazione delle osservazioni alla legittimità del piano urbanistico regionale, richiesto dal ministro dell'Ambiente Andrea Orlando e dal ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato. I due ministri hanno espresso preoccupazioni sui potenziali danni al territorio e sullo svuotamento delle competenze dei Comuni. Il Pd ha presentato un emendamento per restituire competenze ai Comuni e ha affermato che il Piano casa potrebbe essere impugnato dalla Corte costituzionale. Il governo ha risposto che l'eventuale impugnazione non comporta la sospensione della legge. Il vicepresidente della Regione Marino Zorzato ha affermato che il Piano casa funziona e che il Pd sta creando confusione.
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