Confini più ampi per il parco archeologico di Ercolano grazie al mecenate statunitense David W. Packard. È stato firmato ieri, infatti, il nuovo accordo tra i ministeri per i Beni culturali e per la Coesione territoriale, il Comune di Ercolano e, appunto, la Fondazione Istituto Packard. L'obiettivo è l'ampliamento del parco archeologico di Ercolano, e il miglioramento dei confini tra sito e città, attraverso l'acquisizione di un'area di 5.171 metri quadrati a Nord-Ovest degli Scavi, sulla quale saranno demoliti alcuni immobili fatiscenti, mentre sarà riqualificato a cura del Comune di Ercolano lo spazio tra via Cortili e via Mare. Ovviamente soddisfatti i rappresentanti del governo. «Si tratta spiega il ministro Trigilia di un progetto che accompagna e integra l'azione che stiamo portando avanti per Pompei, attivando le risorse anche in vista dell'evento Expo 2015 che farà da volano a un rilancio del turismo culturale internazionale su tutto il territorio nazionale». «Il grande impegno della Fondazione Packard a Ercolano dice invece Bray è la dimostrazione di quanto pubblico e privato possano collaborare, in un contesto di regole chiare e condivise, nell'interesse del bene comune». In realtà Ercolano deve già moltissimo a David W. Packard, figlio del co-fondatore del colosso dell'informatica Hp, ma è difficile pensare che il suo caso costituisca un modello e non piuttosto un unicum, perché questo professore californiano di latino e greco, 73 anni e una grande passione per l'arte e la cultura europea, può contare su un patrimonio di miliardi di dollari, 25 dei quali ha investito per Ercolano a partire dal 2001. La sua passione lo ha indotto, l'anno scorso, a creare in Italia la Fondazione Istituto Packard per i beni culturali, con sede a Pisa. «Packard è una persona straordinaria», racconta il sindaco di Ercolano Vincenzo Strazzullo. «Nonostante la sua competenza e le sue notevoli possibilità economiche spiega è una persona molto umile, il che lo rende ancora più grande. La collaborazione pubblico-privato con lui è veramente unica: come sindaco lo ringrazio moltissimo. Ovviamente è già cittadino onorario. A Roma non c'era ma viene regolarmente a Ercolano per verificare lo stato dei lavori e qualche volta ho avuto occasione di passeggiare con lui. Grazie a Packard, abbiamo subito messo in sicurezza gli Scavi sul piano idro-geologico. Per questo non si verificano crolli come invece avviene a Pompei». Cosa preveda la nuova intesa lo spiega l'architetto-assessore Salvatore Solaro: «Saranno investiti 2,6 milioni di euro di fondi europei. Packard si è accollato gli oneri per l'acquisizione attraverso espropri delle aree private e degli edifici, e la loro demolizione, oltre alla progettazione». Il ritorno per il mecenate e la sua fondazione? Immagine. «Del resto è così sin dall'inizio», commenta la deputata Luisa Bossa, sindaca al tempo della prima convenzione. Novità in arrivo anche a Pompei, anzi alla Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia, al vertice della quale il ministro Bray starebbe per nominare Massimo Osanna. Nato a Venosa nel '63, Osanna è docente associato all'Università della Basilicata, dove dirige la scuola di specializzazione in Beni archeologici.