Proposta provocatoria di Tosi a Polato: «Hai sessanta giorni per mettere a punto in piano alternativo di finanziamento» Tiro incrociato sull'Arsenale. Con sorpresa. Sulla riqualificazione dell'ex complesso militare asburgico, oltre alle polemiche politiche, spuntano infatti inedite e per certi versi provocatorie iniziative. Come quella del sindaco Flavio Tosi che, vista la proposta alternativa al project financing illustrata nei giorni scorsi su L'Arena dal capogruppo di Forza Italia Daniele Polato, ha comunicato alla sua Giunta di voler inviare allo stesso Polato, assessore al patrimonio nella prima giunta Tosi, una lettera. Invitandolo a formalizzare, entro 60 giorni, un piano di finanziamento. Una scelta inedita della maggioranza dunque, che si appella alla minoranza per valutare percorsi alternativi al project financing per ristrutturare gli edifici dismessi. E per realizzarvi, all'interno, spazi per la cultura, negozi, bar, ristoranti, attività dell'alta moda, oltre a un parco. Polato ha lanciato l'idea di integrare i 12 milioni che metterebbe il Comune per la riconversione, con l'intervento della Cassa depositi e prestiti mediante il Fondo plus. «Attendo di ricevere la lettera», dice Polato, «e intanto ho chiesto di convocare una commissione temporanea sull'Arsenale per avere le linee guida all'Amministrazione, aperta ad associazioni, ordini, categorie». Intanto, Tosi replica duramente all'articolo di Salvatore Settis pubblicato mercoledì su Repubblica che pone ad esempio l'Arsenale di Verona fra gli edifici asburgici che sarebbero svenduti dai Comuni a privati. «Il professor Settis ha pontificato "ex cathedra" senza però studiare a sufficienza, dimostrando, da buon archeologo, che la sua conoscenza delle procedure amministrative risale a un tempo passato e che la sua confusione in materia gli fa scambiare una "concessione" per una "cessione"». Quello che Settis «non sa», aggiunge Tosi, «è che l'Arsenale oggi è utilizzabile senza limitazioni solo per il 21 per cento della struttura coperta, che il 47 per cento è inagibile, che il resto è utilizzabile solo con limitazioni e prescrizioni legate allo stato dello stabile o addirittura pericolante. Se l'Amministrazione comunale avesse 50 milioni a bilancio non saremmo qui a parlarne ma i lavori di riqualificazione sarebbero già in corso». «L'Amministrazione sta cercando di intervenire al fine di ristrutturare e riqualificare l'intera struttura, senza cedere ad alcun privato la proprietà di neanche un metro quadrato». Il Comune, aggiunge Tosi, «sta valutando un progetto in collaborazione con privati che permetta di riqualificare e ristrutturare l'intero manufatto per farlo diventare un volano culturale, sociale, turistico, economico per l'intera città con circa la metà dell'intero manufatto a uso completamente pubblico». Tosi cita poi il progetto Chipperfield «decantato da Settis, che la Giunta di centrosinistra ha provato senza successo nel 2006 a realizzare in project financing con investitori privati per la Corte centrale della struttura: project che prevedeva attività commerciali (ristoranti, bar) come quello che stiamo portando avanti noi». Enrico Giardini