Possibili restauri a distanza. Il caso della Cappella Sistina «Sono due eccellenze che si incontrano e un'alleanza del genere ci obbliga a risultati esemplari», dice Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Una «eccellenza» è la sua, cioè la immensa collezione d'arte della Città del Vaticano. L'altro interlocutore è l'Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Musei Vaticani ed Enea hanno raggiunto un accordo avanguardistico di collaborazione tecnico-scientifica proprio per «sviluppare congiuntamente tecnologie più avanzate per la tutela dei beni culturali, con specifica cura riguardo il patrimonio storico, artistico, architettonico e ambientale». L'intesa avrà effetti concreti, per la salute dei tesori vaticani. Per fare un esempio non solo tecnico ma anche comprensibile, l'applicazione delle nuove tecnologie Enea potranno permettere di intervenire sulla Cappella Sistina, per esigenze di analisi in vista di un ipotetico restauro, senza ricorrere alle vecchie impalcature, lavorando solo di notte e senza sospendere l'accesso dei visitatori. Proprio perché sarà possibile effettuare scansioni a colori anche a venticinque metri di distanza e con interventi diagnostici molto rapidi con dettagli nell'ordine di frazioni di millimetro. I Musei collaboreranno insomma con l'Enea per sviluppare le nuove tecnologie legato allo studio dello «stato tensionale» delle opere (per esempio delle grandi e piccole tele), indagini «non distruttive» (cioè che non comportano un'alterazione del materiale pittorico o marmoreo), lo sviluppo di nuove metodologie per il restauro e la ricerca di nuovi mezzi di trasporto». E poi, l'applicazione delle nuove tecnologie per la protezione sismica durante i trasporti delle opere d'arte (i Musei Vaticani sono tra i massimi prestatori del mondo), per l'impiego avanzato delle tecnologie informatiche per far fruire al pubblico le opere d'arte. Per Giovanni Lelli, commissario dell'Enea, «si tratta della sintesi delle tecnologie di più alto livello degli ultimi vent'anni per la preservazione dei beni culturali. Puntare su questo significa anche dare un contributo per uscire dalla crisi, perché si offre la possibilità oggettiva di creare nuovi posti di lavoro». L'accordo coinvolgerà soprattutto il Laboratorio di diagnostica per la conservazione e il restauro dei Musei Vaticani , diretto da Ulderico Santamaria e il settore dell'optolettronica dell'Enea , coordinato da Giorgio Fornetti.