IN LIGURIA UN serial killer si aggira nei territori preferiti dalla speculazione edilizia, proprio quelli delle colline in questi giorni segnate da frane e inondazioni. Si chiama "abuso in bianco" e a dispetto del nome è quello che uccide la nostra regione sia dal punto di vista urbanistico che morale. Renzo Morolla dirigente regionale del Corpo Forestale dello Stato, spiega che «l' attività di contrasto alle violazioni in materia edilizia e paesaggistica rappresenta una delle principali voci in termini di notizie di reato (circa 200 denunce per ciascuno degli ultimi anni, ndr ). E sempre più spesso, unitamente ai reatia carico dei proprietari degli immobili, si riscontra il reato di falso da parte dei tecnici che redigono i progetti». I professionisti, sia che vestano i panni del consulente privato o quelli del funzionario pubblico (e quante volte nei centri più piccoli l' uniforme è sempre la stessa), sono il tallone di Achille dell' urbanistica ligure. Secondo Morolla tra le cause più rilevanti del dissesto idrogeologico ligure ci sono gli incendi boschivi da un lato e la violazione delle norme che tutelano il territorio dall' altro. «L' alta percentuale (30) dei reati urbanistici - dice - evidenzia un fenomeno per il quale occorre prestare opportuna attenzione». Morolla definisce nel dettaglio questo fenomeno: «Particolarmente elevata risulta l' incidenza del reato nel ponente ligure, dove la casistica risulta la più varia, portata alla conseguenza di indurre in errore gli uffici preposti all' istruttoria edilizia». Secondo il capo dei Forestali liguri si dimostra così «l' esistenza di un sistema diffusivo che tende ad espandersi nell' area in cuiè compiutoe che diventa quindi "seriale", ossia quando la pratica illecita ha esito positivo viene riproposta». Ancora il dirigente della Forestale: «Ci troviamo di fronte al reato urbanistico dell' "abuso in bianco" dove si evidenzia soprattutto la commissione di falsi commessi su documenti e atti presentati». Uno dei casi più classici, spiegano dalla Forestale, è quello della falsa attestazione da parte del tecnico incaricato di redigere una relazione da allegarsi alla "dia" (dichiarazione inizio attività) in cui dichiara che l' intervento che si intende realizzare non costituisce opera che necessita di "licenza" edilizia. In sostanza vengono presentate come minori opere che in realtà non lo sono. Il meccanismo è tanto semplice quanto fatale: con una pezza giustificativa fittizia, "uno straccio di carta", si costruiscono immobili abusivi che diversamente non potrebbero essere autorizzati. Spesso all' abuso in bianco concorrono vari soggetti e proprio per questo, spiegano dal Comando della Forestale, per contrastarli diventa necessaria «una capacità investigativa di elevata qualità». Non è un caso che la procura di Savona, fortemente impegnata contro gli abusi edilizi - l' ultima inchiesta è sul disastro ferroviario di Andora - abbia rinforzato il pool di investigatori del nucleo di polizia giudiziaria con la presenza di agenti della Forestale del comando provinciale guidato dal dirigente Silvio Ciapica.
LIGURIA - 'Progetti in maschera, permessi facili lo scandalo degli abusi in bianco'
In Liguria, un serial killer si aggira nei territori preferiti dalla speculazione edilizia, causando frane e inondazioni. Il fenomeno è definito "abuso in bianco" e coinvolge violazioni urbanistiche e paesaggistiche. Il Corpo Forestale dello Stato ha registrato circa 200 denunce per ciascuno degli ultimi anni. I professionisti, sia privati che pubblici, sono spesso coinvolti nel reato di falsa attestazione. L'incidenza del reato è particolarmente alta nel ponente ligure, dove la casistica è varia e porta a indurre in errore gli uffici preposti all'istruttoria edilizia.
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