Dopo il restauro, tornano al pubblico i ritratti di filosofi e pensatori dell'antica Grecia, insieme ad altre preziose sculture dell'età classica - FOTO: il nuovo allestimento Il nuovo allestimento con sculture rimaste ignorate, perché dimenticate per lungo tempo nei depositi del museo (2 6) Ravenna, 23 gennaio 2014 - Preziose sculture dell'età classica e le cinque erme con i ritratti e filosofi della Grecia Antica: verrà inaugurata sabato 25 alle ore 18 presso il primo chiostro del Museo nazionale, sabato 25 gennaio alle ore 18 la rinnovata Sala delle Erme e Antichità. Le cinque erme ripescate in mare vicino a Ravenna, dove rimasero per più di due secoli dopo il loro naufragio nel XVI secolo, tornano ad essere esposte in una nuova sala ad esse dedicata. Sono state restaurate ed hanno rappresentato Ravenna nella mostra Restituzioni 2013 a Napoli di Intesa Sanpaolo ed ora sono valorizzate dal nuovo allestimento curato dalla soprintendente Antonella Ranaldi. Le erme ci consegnano i ritratti di eroi e filosofi della Grecia antica, Milziade, Carneade, Epicuro, Dioniso. Particolarmente apprezzate dagli antiquari del XVI secolo, soprattutto l'erma di Milziade, furono scelte da Pirro Ligorio per la perduta biblioteca di Alfonso II a Ferrara, allestita intorno al 1573 nel castello estense. Partirono da Roma per Ferrara ma non arrivarono mai a destinazione perché naufragate presso Ravenna, nell'Adriatico. Qui recuperate molto più tardi, del tutto fortuitamente da alcuni pescatori nel 1936 confluirono nelle collezioni del Museo nazionale. La loro storia narra degli eroi, uomini illustri e filosofi della Grecia antica, rappresentati per celebrarne le virtù nella ritrattistica scultorea greca e nelle copie romane, passando per la riscoperta del mondo antico nel XVI secolo, attraverso il collezionismo estense da Roma a Ferrara. Oltre alle erme sono esposte straordinarie sculture rimaste ignorate, perché dimenticate per lungo tempo nei depositi del museo, solo per citarne alcune, Anfione e Zeto, Zeus Serapide, il Sileno dormiente, il frammento di statua panneggiato qui identificato con la musa Polimnia, i capitelli con festoni e puttini, insieme ad opere già note e conosciute che arricchiscono la collezione lapidaria del primo chiostro. L'inaugurazione è preceduta alle ore 16 dalla presentazione del libro curato da Antonella Ranaldi, dedicato alle erme e antichità protagoniste dell'allestimento. Ne parleranno Carlo Bertelli, Sandro De Maria, Jose Maria Strazzulla, sottolineando il risultando scientifico dell'operazioni con i saluti del Sindaco, del Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'E.R. Carla Di Francesco e di Intesa Sanpaolo, a cui si deve il sostegno al restauro delle cinque Erme e la pubblicazione del volume. Verrà presentato anche il programma degli interventi futuri che coinvolgeranno il museo per farne un luogo di attrazione turistica, culturale, per il tempo libero e il diletto. Si pensa ad un percorso dedicato ai monumenti Unesco di Ravenna e anche ad un ristorante nel III chiostro, vicino a San Vitale e agli oggetti d'arte che ci raccontano la storia di Ravenna. Vengono anche inaugurate le nuove sale di accoglienza per il pubblico presso il bookshop, riportate alla dignità degli spazi abbaziali, e rese più accessibili a tutti senza barriere architettoniche e con nuovi servizi igienici.