«Riscopriamo l'arte dimenticata» Opere da scoprire. Esposte all'aperto senza una targa esplicativa. Parte la campagna Corriere-Legambiente per dare una carta d'identità ai capolavori dimenticati. Via alla campagna «Salva con nome» lanciata da Corriere-Legambiente Senza identità: dieci monumenti esposti senza titolo e autore Da via Senato a piazza Duomo molte le statue, i bassorilievi e le installazioni rimaste «anonime» Capolavori esposti alla città. Nelle strade e nelle piazze. Opere d'arte all'aperto, gratuite. Regalate al pubblico e ai passanti: a chiunque possa incontrarle per caso e ammirarle. Sono almeno dieci, a Milano, e costituiscono un piccolo museo en plein air dislocato in vari punti della città. Le opere, oltre al valore artistico, hanno però in comune qualcosa d'altro: sono senza nome. Proprio così: accanto alle statue antiche, o alle sculture di maestri del Novecento, non c'è alcun segno di riconoscimento. Non una targa, né un cartello che indichi autore, titolo e caratteristiche principali dell'opera. Capolavori dimenticati o trascurati. Per ridare loro un nome, Legambiente e il Corriere della Sera lanciano una campagna che si concluderà l'11giugno. Quel giorno i lettori saranno invitati a una visita guidata lungo un percorso artistico inedito, che toccherà le dieci opere che, a quel punto, avranno riacquistato un'identità. L'iniziativa è stata battezzata «Salva con nome». Per sei settimane, a partire da oggi, il Corriere presenterà ima scultura, un bassori-lievo o un'installazione. I lettori sono invitati a cliccare sui siti www.vivimilano.it o www.legambiente.org e ridare all'opera una carta d'identità. Che potrà essere reale (si tratterà dunque di indovinare titolo, autore e epoca di realizzazione) o fantasiosa: perché le opere d'arte suscitano delle emozioni e allora, proprio in base ad esse, si potranno immaginare un nome e una storia del capolavoro. Si parte con il gigante in bronzo che troneggia in via Senato, davanti al settecentesco palazzo dell'Archivio di stato. La scultura venne donata dall'artista alla città. Passando in zona, a piedi o in macchina, non si può che rimanere colpiti da quella presenza. Ma guai a essere curiosi: nessun indizio, nei dintorni della figura, sulla sua origine e sul suo valore. Una mancanza che i cittadini sono chiamati a riempire, indovinando o immaginando. Le segnalazioni corrette, o più interessanti (per la sezione «carta d'identità ludica») compariranno sui totem informativi che saranno costruiti e posizionati da Legambiente. La campagna si inserisce nel più vasto programma dell'associazione conosciuto dal 1996 come «Salvalàrte», progetto per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio artistico sommerso o non valorizzato delle città. «Oltre che identificare dei monumenti spiega Ennio Rota, responsabile milanese di Legambiente l'iniziativa ha l'obiettivo di far riscoprire dei luoghi che nel corso degli anni hanno assunto memoria e valore. Anche a Milano, città moderna e caotica, c'è bisogno di riappropriarsi dei quartieri e della loro identità attraverso punti di riferimento come le opere d'arte».