Furto al museo: le opere erano state affidate ad un laboratorio di Lucca. A dare l'allarme uno studioso francese amico del direttore Pisa, 21 gennaio 2014 - ERANO state affidate ai restauri di un laboratorio di Lucca sembra non meno di cinque anni fa le preziose tavole misteriosamente scomparse dal museo nazionale di San Matteo e riapparse nel catalogo di un'asta di oggetti di arte antica battuta circa un anno fa. Pare poi ma su questo, al momento, non c'è certezza che le due opere del XVI secolo di scuola fiamminga, in cui sono raffigurante due sante, siano rientrate nel complesso museale di lungarno Mediceo. Al quel punto sarebbero state collocate nei magazzini in attesa di poter reperire ulteriori spazi espositivi, in modo da poterle fare ammirare anche al pubblico e non solo ai pochi specialisti - come docenti e studiosi dell'arte - autorizzati dal direttore a visionare di volta in volta quelle decine e decine di opere non esposte. Ed è stato proprio uno di questi pochi 'eletti' a dare l'allarme una decina di giorni fa. SI TRATTA di un studioso francese, grande ed esperto di pittura antica, amico di Dario Matteoni, il direttore del San Matteo. Al quale ha telefonato per raccontargli - incredulo - cosa aveva visto navigando su Internet. Le due tavole - presumibilmente attribuibili al cosiddetto Maestro della Leggenda di Santa Lucia, ovvero Francoise Vanden Pitte, un pittore del sud dei Paesi Bassi - erano state viste dallo studioso nei magazzini del «San Matteo», ma poi sono finte all'asta nella capitale transalpina, a un'asta battuta già da tempo: circa un anno fa. Matteoni è subito andato dai carabinieri di Pisa e poi ha presentato denuncia ai carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, che si occupano specificamente di impedire l'acquisizione di opere e beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati. I militari dell'Arma stanno indagando con la collaborazione della polizia francese per cercare di ritrovare le due preziose tavole. E SU questa incredibile vicenda interviene ora l'associazione «Valori e Tradizione». «Non avremmo mai voluto registrare si legge in una nota un ennesimo grave affronto al Museo Nazionale di San Matteo e alla stessa città di Pisa. Dunque un docente universitario, per fortuna dotato di una memoria fotografica non comune, navigando su Internet si imbatte in due tele del Cinquecento di scuola fiamminga inserite nel catalogo di un'asta di oggetti d'arte battuta a Parigi nel 2012 e che egli stesso aveva potuto ammirare nei depositi del museo stesso. La presidenza e numerosi soci dell'Associazione "Valori e Tradizione" per ben due volte già nell'aprile del 2010 (venerdì 30 aprile 2010) e nel febbraio 2011 (sabato 5 febbraio 2011) avevano denunciato lo stato di degrado e di insicurezza in cui versa il museo (lo stato di abbandono evidentemente permane secondo quanto testimoniano recenti visitatori: 'La Nazione', domenica 19 gennaio 2014). Purtroppo quindi abbiamo avuto l'ennesima conferma di quanto avevamo denunciato e anche la sgradevole constatazione che non solo nulla è stato fatto per ovviare a quanto segnalato, ma anche che nessuno evidentemente ha preso a cuore una così grave situazione che potenzialmente avrebbe potuto condurre anche a fatti gravi come quelli di cui oggi ci troviamo a parlare».