Lavori lumaca per l'archivio del maestro, il figlio: il suo sogno resta quello di inaugurarlo La Galleria Carnielo non può (più) attendere. «Il maestro ci tiene tanto a inaugurarla di persona peccato». Questa semplice e malinconica frase Pippo Zeffirelli il figlio adottivo e il più stretto dei suoi collaboratori suona come un grido di allarme. Perché a meno di un mese dal compimento dei 91 anni, l'ultimo grande sogno del maestro Zeffirelli è ancora ben lontano dall'essere realizzato. E le entusiastiche previsioni dello scorso giugno, «entro un anno il cantiere sarà finito», sono state fiaccate dalle difficoltà affrontate lungo il cammino. Tanto da far temere alla famgilia, si legge tra le righe e tra i sospiri di un affranto Pippo Zeffirelli, che il regista corra il rischio di non vedere mai inaugurata la sua «Scuola internazionale di alta specializzazione delle arti dello spettacolo». Ma Pippo affonda con ancora più decisione la lama: «Non è stato carino convincerci a rifiutare le offerte di altre città, senza essere sicuri di riuscire a portare a termine il progetto: non sono stati finiti nemmeno lavori di ripristino, solo quelli di consolidamento attualmente il cantiere è a metà tra le due fasi, ndr Figuriamoci quelli per l'allestimento, per i quali non abbiamo ancora trovato nemmeno i necessari sponsor e fondi... che stiamo cercando all'estero. A saperlo prima ecco la stoccata finale nei confronti di Palazzo Vecchio potevamo andare a realizzare la scuola tanto voluta e desiderata dal maestro là dove sussistevano maggiori possibilità economiche». Non è una minaccia, né un ripensamento dell'ultimo minuto. Solo la consapevolezza che mezzo mondo si era fatto avanti per ospitare l'eredità zeffirelliana. Ancora nel 2012 infatti si facevano molti nomi: Roma, Verona, Vienna, Parigi, New York e Mosca avevano fatto una vera e propria asta per aggiudicarsi il lascito, le migliaia di libri, foto, stampe, costumi, scene, documenti di cinema e teatro, dell'enorme fondo Zeffirelli. La battaglia fu vinta in extremis da Firenze, proprio perché Rosa Maria Di Giorgi che al tempo era assessore a Palazzo Vecchio giocò la carta vincente della Galleria Carnielo. E Zeffirelli fu convinto, rimanendo estasiato dalla bellezza del luogo (dopo aver rifiutato con un po' di sdegno la prima ipotesi, le Scuderie delle Cascine). Ma ora, stando al pessimismo di Pippo Zeffirelli, forse Firenze non avrebbe vinto. E dire che Palazzo Vecchio aveva investito 750 mila euro per il primo lotto e altri 700 mila per il secondo. Mentre l'allora governatrice del Lazio Renata Polverini aveva candidato l'Arsenale Pontificio di via Portuense a Roma per aggiudicarsi la partita. Sergio Givone, nella doppia qualifica di assessore alla cultura del Comune e di presidente della Fondazione della Pergola, esternava parole di vittoria nell'ottobre del 2012. Vinta la gara con le altre città si lanciò in un perentorio «indietro non si torna» anche se «i tempi si preannunciano lunghissimi». Forse molto più lunghi di quanto la famiglia Zeffirelli e l'età e la salute del maestro avessero previsto. «Voglio visionare tutto il processo di messa a punto della Galleria di persona in ogni sua fase disse lo stesso Franco Zeffirelli sempre nell'ottobre 2012 Ci vorrà più di un anno per fare tutto ma sono esaltato, il risultato sarà grandioso». Il progetto prevede due sedi: la scuola-museo nei 700 metri quadri della palazzina liberty di piazza Savonarola, storica dimora dello scultore Rinaldo Carnielo, e i laboratori di scenografia alla Pergola. Tutto sotto l'egida, appunto, della Fondazione della Pergola.