TRENTO La direttrice del Mart Cristiana Collu non ha illuminato i membri della Commissione cultura sul futuro del Palazzo delle Albere. Collu ha infatti spiegato che «il palazzo appartiene ora alla Provincia. Non mi compete più». Impossibile pensare anche a un trasferimento della Civica in questa sede: «Troppo costoso» ha detto. TRENTO Chi forse si aspettava un consiglio risolutivo, un suggerimento ficcante che indicasse la via in modo deciso, che sciogliesse qualche nodo in modo chiaro sul futuro di Palazzo delle Albere, è rimasto deluso. La precedente seduta della commissione comunale per la cultura, con l'audizione di alcuni direttori delle più importanti realtà museali del territorio, aveva probabilmente alimentato le aspettative di chi, dalla direttrice del Mart Cristiana Collu, si attendeva una sorta di svolta e si è dovuto scontrare con il suo pragmatismo: «Dal luglio dello scorso anno Palazzo delle Albere non è più in capo al Mart, ma è stato restituito alla Provincia. Non ho più la competenza per dire quale potrebbe essere la sua futura destinazione». La direttrice, incalzata dai membri della commissione riunitasi ieri pomeriggio, avanza un ragionamento incardinato su due fulcri principali: la «villa suburbana» voluta dal principe vescovo Cristoforo Madruzzo a metà del Cinquecento non è di certo la sede ideale per ospitare la galleria Civica. L'edificio, poi, avrebbe bisogno di un intervento complessivo che vada ben oltre i lavori di adeguamento e messa a norma pianificati al momento. «Anche se non ho più la competenza per parlare del destino del palazzo, credo che il dibattito che si è generato intorno alla nuova fruizione delle Albere sia importante e necessario ha detto Collu Nel 2012 feci un sopralluogo e mi resi subito conto che in un eventuale allestimento l'edificio sarebbe dovuto rimanere nudo, senza alcun tipo di sovrastrutture. Anche ora, non dovrebbe essere rivestito di nuovo per essere reso funzionale a qualcos'altro». Ai tempi la direttrice del Mart aveva ipotizzato un intervento completo per il palazzo, con diverse azioni oltre a quelle di adeguamento normativo: la cifra della virtuale operazione superava il milione di euro. «Una cosa è la fantasia, altra la possibilità di tradurla in progetti concreti ha sottolineato Per me la Civica è un luogo sostenibile, cosa che forse non sarebbe altrove. È stata pensata per essere restituita alla città e la città non può privarsi di un tale luogo nel suo centro». Alla riunione ha partecipato anche Laura Dal Prà, dirigente della Soprintendenza per i beni storico-artistici, librari e archivistici, che, in coerenza con il percorso di ascolto e ricognizione pensato dalla commissione, ha fornito un rapido excursus sulla storia di Palazzo delle Albere, con particolare attenzione agli affreschi interni (opera della bottega di Fagolino, il medesimo artista che ha collaborato alla decorazione del castello del Buonconsiglio e per i quali, secondo la dirigente, «un intervento di manutenzione e restauro pittorico sarebbe consigliabile»). Il suo intervento è servito a far luce anche sulle collezioni ottocentesche trentine, «varie centinaia di pezzi, che partono dal Medioevo per arrivare ai primi del Novecento, integrate da acquisti e donazioni statali e provinciali». La commissione ha mostrato ieri sera, in alcuni suoi membri (in particolare Manuali, Cia e Giuliani), una certa insofferenza per il percorso intrapreso. «È tempo di arrivare a una conclusione ha detto Giuliani (Lega Nord) Ogni gruppo politico dovrebbe mettere per iscritto le proprie preferenze». Sul tema il confronto è stato rimandato alla prossima seduta.