«C'è consonanza con le Gallerie dell'Accademia» VENEZIA - Quando lo hanno contattato chiedendogli di partecipare non ha avuto dubbi. Il progetto della «Grande Brera», con la storia che lo caratterizza e le attese, spinose e difficili, che Milano e i milanesi hanno riposto in quegli spazi, lo interessano da tempo e così ha accettato al volo. Amerigo Restucci, rettore di Iuav e presidente di Univeneto, insieme a 15 professionisti riuniti in «Research Consorzio stabile», ha vinto a dicembre la gara europea indetta dalla Soprintendenza dei beni culturali della regione Lombardia per la ristrutturazione di Palazzo Citterio. Saranno loro, insomma, a rimettere a nuovo il volto della parte della «Grande Brera» più sotto la luce dei riflettori e che ospiterà in futuro le collezioni contemporanee. Da oggi in progetto firmato Restucci sarà esposto alla Triennale di Milano. «Il progetto preliminare era già tutto contenuto nel bando - spiega Restucci - i partecipanti dovevano proporre però soluzioni migliorative. Il nostro era un gruppo articolato, al suo interno c'era uno dei docenti più importanti di restauro in Italia, Giovanni Carbonara de La sapienza di Roma affiancato da professionalità di ogni tipo. Ci siamo trovati a Roma per comodità e abbiamo lavorato sei mesi». Ora, dopo i 30 giorni a disposizione per eventuali ricorsi, cominceranno i lavori (già da marzo). I finanziamenti sono già stati sbloccati nel 2012, dall'allora Ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi: 23 milioni per partire coi lavori di tutta la Grande Brera, 13 dei quali per Palazzo Citterio che alla fine con gli allestimenti potrebbe arrivare a costare 40 milioni. «Abbiamo lavorato con la sostenibilità dei materiali - dice Restucci - per questioni energetiche e anche di costi proponendo un ribasso del 38. La scala centrale è stata il centro delle riflessioni. Abbiamo usato molto materiale ignifugo, con colori vicini al legno naturale. Abbiamo sistemato il giardino nella parte interna del palazzo immaginando gli spazi di un eventuale allestimento futuro. La città di Milano aspetta da tempo questo progetto. È un'operazione che si sta realizzando in consonanza con quanto sta avvenendo in altre parti d'Italia, come ad esempio l'ampliamento delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, inaugurato qualche settimana fa». A quello però il rettore di Venezia e il suo gruppo non hanno partecipato. I lavori per Palazzo Citterio dovrebbero durare 24 mesi, ma non si riuscirà comunque a rientrare nei tempi dell'expo 2015. Il progetto, insieme agli altri partecipanti, rimarrà in mostra alla Triennale di Milano nella mostra che ha aperto ieri i battenti e che rimarrà aperta fino a febbraio per poi spostarsi al Maxxi di Roma. «Partecipare a questa gara è stato coinvolgente - spiega Restucci - ci siamo confrontati per mesi sulla nostra idea di architettura. La nostra proposta finale è stata molto vicina alle ultime tendenze sul restauro, ha usato tecniche e materiali compatibili con quelli originali del manufatto. E ha proposto un restauro molto conservativo, non caratterizzato da un segno progettuale forte. Penso sia questa, oggi, la via giusta: leggere la storia dell'oggetto con cui si lavora, rispettarla e modificare la corteccia esterna».
Grande Brera veneziana. Restucci firma il restauro
Il rettore di Iuav, Amerigo Restucci, ha vinto la gara europea per la ristrutturazione di Palazzo Citterio della Grande Brera a Milano. Il progetto, insieme a 15 professionisti, sarà esposto alla Triennale di Milano e inizierà i lavori a marzo. I finanziamenti sono stati sbloccati nel 2012 e il progetto prevede un costo di 40 milioni. Il progetto si concentra sulla scala centrale e utilizza materiali sostenibili. La città di Milano aspetta da tempo questo progetto, che si sta realizzando in consonanza con altri progetti di restauro in Italia. Il progetto sarà anche esposto alla Triennale di Milano e al Maxxi di Roma.
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