Il Comune di Bari ha organizzato tre seminari al fine di consentire ai progettisti incaricati della redazione del nuovo piano regolatore (Pug) della città di illustrare a quanti interessati indirizzi e metodi utilizzati per la messa a punto della bozza che sarà consegnata entro il prossimo febbraio. Ottima l'iniziativa e di ottima qualità il lavoro svolto che però sconta due carenze di notevole peso: il doversi limitare essenzialmente al solo territorio comunale e la mancanza di un piano di sviluppo socioeconomico di riferimento. Il territorio di Bari è assai ristretto e peraltro sembra ormai prossima la istituzione della Città Metropolitana (Cm). Mettere a punto un piano regolatore che non abbia una ottica metropolitana appare un controsenso. Certo, se la Cm fosse stata già istituita sarebbe stato obbligatorio redigere un piano di assetto metropolitano. Ma non essendo giunti a questo si poteva almeno impostare un piano intercomunale riferito a Bari ed alla ventina di comuni che le stanno a ridosso e cioè ad un'area metropolitana aderente al dettato della 14290 e del Testo Unico per gli Enti Locali del 2000. Tutte le principali strutture e infrastrutture metropolitane dovrebbero infatti essere impostate a prescindere dal territorio comunale su cui dovessero insistere. L'urbanistica, poi, di per se non determina sviluppo. Essa può solo predisporre il territorio per un ottimale realizzarsi di un piano di sviluppo economico che non c'è. L'area industriale deve svilupparsi o ridursi? Bari centro di confronto e raccordo delle tre religioni monoteistiche del Mediterraneo necessità di strutture specifiche? La Puglia piattaforma logistica di raccordo fra Europa e Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente è una pia illusione o ha fondamento? E in questo secondo caso le strutture pubbliche e private di livello internazionale dove troveranno un'area di particolare qualità in cui insediarsi creando così la cartolina della nuova Bari? L'agricoltura per Bari deve essere attività secondaria o di primo livello? Il commercio metropolitano di cosa necessita? Il turismo che respiro deve avere? Comunale? Metropolitano? Della ancora più vasta «terra di Bari?» Lo sviluppo del sistema universitario e il suo eventuale acquisire respiro internazionale di cosa avrebbe bisogno? La Fiera del Levante che ruolo dovrebbe svolgere nella sua riconfigurazione che sembra indispensabile e imminente? Il porto quali traffici deve ospitare? E' plausibile l'ipotesi, più volte avanzata, di un abbattimento della sua recinzione per realizzare una integrazione con i quartieri Libertà e S. Nicola? E l'aeroporto? Si potrebbe continuare. Il lavoro di elaborazione del Pug proseguirà anche oltre l'insediamento della nuova amministrazione comunale. C'è perciò da chiedere al nuovo sindaco di tener conto delle succitate carenze e quindi di fare quanto necessario perché esse siano sanate consentendo ai progettisti del Pug di concludere il loro lavoro avendo finalmente a disposizione elementi di riferimento sufficienti per numero e peso
Bari. Urbanistica, quanti nodi
Il Comune di Bari ha organizzato tre seminari per illustrare gli indirizzi e i metodi utilizzati per la redazione del nuovo piano regolatore (Pug) della città. L'iniziativa è stata apprezzata, ma il lavoro svolto presenta due carenze: il limitarsi al territorio comunale e la mancanza di un piano di sviluppo socioeconomico. Il territorio di Bari è ristretto e la Città Metropolitana non è ancora istituita, quindi un piano regolatore metropolitano non è possibile. Tuttavia, un piano intercomunale potrebbe essere impostato per l'area metropolitana. L'urbanistica può solo predisporre il territorio per un ottimale sviluppo, ma non lo determina.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo