Il Riesame avrebbe dovuto pronunciarsi sullo sblocco dei lavori SALERNO Alla fine il colpo di scena arriva da chi non ci si aspettava. La Crescent srl, la società che fa capo ai fratelli Rainone che ha acquistato i diritti edificatori per realizzare l'edificio a forma di mezza luna di Ricardo Bofill, ha rinunciato al Riesame fissato ieri mattina per chiedere il dissequestro dell'opera. Una nota della società, inviata subito dopo l'udienza lampo, recita così: «La società Crescent srl, tramite i suoi legali Lorenzo Lentini e Agostino De Caro, rappresenta di aver soprasseduto dalla richiesta di dissequestro del Crescent, in sede di Tribunale del Riesame, non potendo riprendere i lavori prima che il Comune di Salerno e la Soprintendenza non abbiano riesaminato le autorizzazioni paesistiche, secondo le disposizioni del Consiglio di Stato. La società rappresenta, altresì, di aver invitato le autorità amministrative a dare ottemperanza, in tempi brevi, al riesame motivazionale disposto dal giudice amministrativo, confidando in una rapida definizione della relativa procedura». Cambio di strategia? Quello del Comune di Salerno, dopo i proclami e le querele (gridati e depositate), sicuramente lo è stato. La società, invece, continua a rispettare il silenzio che ha mantenuto dal giorno del sequestro. Avere atteggiamenti diversi non significa due strategie differenti. La linea difensiva è la stessa, sia per l'amministrazione che per la società, sebbene la seconda solleciti la prima. Ed è questa: far dipendere dalle direttive impartite dalla giustizia amministrativa la sorte del Crescent anche dal punto di vista penale. E a guardar bene, nella nota della società di costruzioni si dà per scontato che i giudici di Palazzo Spada siano favorevoli alla legittimità dell'opera e, soprattutto, che una volta rimessa in moto la procedura per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, con tanto di parere favorevole della Soprintendenza, non ci sarebbero più ostacoli alla ripresa dei lavori. Ma quello che contesta la procura, che a novembre scorso ha sequestrato il palazzone, va al di là dei sospetti sull'iter seguito per il rilascio del nulla-osta legato ai vincoli paesaggistici. I pm Gugliemo Valenti e Antonio Cantarella hanno messo sotto accusa anche il Puc e il Pua, ipotizzando il reato di lottizzazione abusiva nel momento in cui il piano attuativo ha diviso il comparto in due sub-comparti, in contrasto con lo stesso Puc. Aspetto urbanistico, quest'ultimo, che i giudici di Palazzo Spada non hanno affrontanto perchè nè il Puc nè il Pua sono stati impugnati da Italia Nostra. Quindi, se così stessero le cose, cosa si aspettano amministrazione e società? Per il momento entrambe preferiscono che il cantiere resti sotto sequestro. Ma se i piani non dovessero andare come previsto, cosa succederebbe? E soprattutto quella clausola contrattuale che tutela economicamente i costruttori, imponendo al Comune di restituire il prezzo dei diritti edificatori, sarà ancora valida? La giustizia sembra non mollare la presa sul Crescent.
Salerno. Crescent, sorpresa in Tribunale. La società rinuncia al dissequestro
Il Comune di Salerno e la società Crescent srl, che ha acquistato i diritti edificatori per realizzare l'edificio a forma di mezza luna di Ricardo Bofill, hanno rinunciato al Riesame fissato ieri mattina per chiedere il dissequestro dell'opera. La società ha affermato di aver soprasseduto dalla richiesta di dissequestro per non poter riprendere i lavori prima che il Comune e la Soprintendenza non abbiano riesaminato le autorizzazioni paesistiche. La società ha invitato le autorità amministrative a dare ottemperanza, in tempi brevi, al riesame motivazionale disposto dal giudice amministrativo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo