e stazioni ferroviarie dovrebbero essere essenzialmente un servizio a favore dei viaggiatori, ma le «riappaltate» italiane, come la Centrale di Milano, sembrano dimentiche e votate ai mega-negozi. Uno specialista straniero di organizzazione spaziale e di segnaletica di nodi ferroviari, diceva in un convegno alla Triennale di voler pubblicare la confusione visiva della nostra stazione perché esemplare in negativo. Le metropolitane europee sono anche luogo di cultura. A Parigi, Monaco di Baviera, Berlino, ospitano esecuzioni musicali di notevole livello, talora da parte di professionisti dell'Est che, dopo i concerti ufficiali, arrotondano i loro introiti in contesti meno nobili. Anche a Milano si possono incontrare veri concertini. In passato era l'ente pubblico o l'Atm a promuoverne. Nelle metropolitane europee sono presenti pure le arti visive e i musei con gigantografie, ma perfino con opere autentiche quali reperti archeologici. Napoli stessa ha realizzato «stazioni dell'arte» contemporanea. In quelle milanesi domina la pubblicità commerciale con l'aggiunta del chiasso audiovisivo. Impossibile riflettere un momento, considerare gli astanti persone come noi, non nemici, o leggiucchiare. A Porta Venezia, superato un grande spazio dove molti ragazzi eseguono danza ed equilibrismo, oltrepassata l'edicola in direzione di Loreto, è allestita una mostra di arte contemporanea («Highlights in the subway», aperta fino al prossimo 31 gennaio), «galleria» anomala, senza scopo commerciale. Curatrice e artisti hanno realizzato la mostra senza alcuna sovvenzione e sono occupati altrove. I cristalli chiudono il lungo e stretto spazio espositivo. Coraggioso tentativo di coinvolgere i passanti che osservano, fotografano, nonostante didascalie trasparenti troppo piccole. Gillo Dorfles, che abita nelle vicinanze, ha definito interessante l'iniziativa. Essa è dovuta ad Antonio Salvador, fotografo professionista che ha individuato gli artisti, e Flavio Pellerito, dell'Associazione Tratti Discontinui, il quale ha ospitato la mostra nello spazio da lui concesso in gestione dalle Ferrovie. Le opere esposte sono di Giulia Alberti, Melvin Anderson, Marcella Bonfanti, Andrea Carini, Guido De Zan, Ezio Didone, Cristiana Di Nardo, Federica Ferzoco, Giovanni Franzi, Anna Gili, Francesco Granducato, Mara Pepe, Antonio Salvador, Fabius Tita). L'allestimento è di Sarah Boglino, laureata a Roma in arte contemporanea, di madre iraniana. La Boglino ha intervistato tutti gli artisti e ha visitato i loro studi. Scrive nella presentazione: «I materiali esposti comprendono elementi naturali (lana, vetro, garza, feltro) e artificiali (plastica, pigmenti sintetici, ecc.)distanti da certe esperienze tecnofili (estetica computerizzata ed audiovisiva)"» Mostra che obbedisce all'intento di «fare e mostrare arte a costo zero, garantendo la piena visibilità delle opere da parte del pubblico durante l'intero orario di apertura di questo luogo nel cuore di Milano».
Milano. Arte contemporanea nelle stazioni del metrò. L'Europa insegna L
La Centrale di Milano è stata descritta come un esempio di come le stazioni ferroviarie dovrebbero essere, ma in realtà sembra essere un luogo dove i mega-negozi dominano. Le metropolitane europee, invece, sono luoghi di cultura, con esecuzioni musicali, arti visive e musei. A Milano, le stazioni sono dominate dalla pubblicità commerciale e dal chiasso audiovisivo. Tuttavia, a Porta Venezia, è stata allestita una mostra di arte contemporanea senza scopo commerciale, curata da artisti e curatrice senza sovvenzioni. La mostra è stata realizzata con materiali naturali e artificiali, e obbedisce all'intento di fare e mostrare arte a costo zero.
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Luogo