Caro direttore, quale socio del «Centro Europeo di Studi Normanni» richiamo l'attenzione sulla vicenda del Museo della civiltà normanna, da mesi deprecabilmente chiuso, con grave danno d'immagine per la Citta di Ariano Irpino e per il nostro Centro, ma anche per la stessa economia cittadina, essendo il Museo divenuto in poco tempo un polo d'attrazione per un numero sempre maggiore di visitatori regionali ed extraregionali. In un tempo in cui cresce fortemente la domanda di cultura è del tutto evidente che realtà come Ariano, potrebbero trovare proprio nel potenziamento delle iniziative e delle strutture culturali una occasione di crescita non solo spirituale, ma anche economica, a condizione che di questa elementare verità ci si dimostri consapevoli. È singolare che, mentre si levano proteste per la chiusura di importanti strutture pubbliche ad opera di livelli istituzionali sovraordinati, si perseveri poi di fatto nella stessa logica ad opera dei livelli istituzionali cittadini. Il Cesn, nel quarto di secolo della sua vita oltre ad aver contribuito a valorizzare il nome della Citta nel mondo con le sue iniziative (grandi mostre a Roma, Venezia, Tolosa; convegni internazionali che hanno portato in Ariano i piu grandi nomi della medievistica mondiale; pubblicazioni) ha realizzato una significativa biblioteca specialistica (con catalogo consultabile online) e un ingente patrimonio di reperti storici di grande rilevanza anche dal punto di vista economico. Tale patrimonio è stato dal Cesn gratuitamente messo a disposizione della comunità, alla sola, ovvia condizione di adeguate misure di custodia e conservazione. Il Comune, dopo tiepide manifestazioni di accoglienza di tale gratuita offerta, ha da mesi decretato di fatto la chiusura del Museo. Al già evidenziato danno pubblico sin qui prodottosi, se un tale stato di cose dovesse perdurare, se ne aggiungerebbero presto ancora altri due: la perdita della qualifica di Museo regionale, che condannerebbe la nostra istituzione ad essere definitivamente cancellata dai circuiti regionali; e la perdita della possibilità, recentemente affacciatasi, di ricevere un cospicuo lascito da un privato, che potrebbe molto arricchire la già magnifica sala delle armi. Anche su tale ultima possibilità, rappresentata agli organi politici e burocratici del Comune, e calato un incredibile silenzio, con il risultato che la preziosa occasione si sta ormai perdendo. Pur immaginando che sulla descritta, incresciosa, situazione non manchi il peso della difficile contingenza economica (che peraltro non sembra aver finora portato all'azzeramento di spese destinate all'effimero), ritengo tuttavia che non si siano neppure fatti seri tentativi per organizzare e valorizzare, con minimi sostegni, forme di volontariato, in parte autosostenibili con quanto già si produce e ancor piu si potrebbe produrre intorno al Museo, reso polo vivo e attraente.