NAPOLI Per ora, il commissariamento del San Carlo è stato congelato. Per il momento, infatti, ma solo fino al vertice di governatore e sindaco col ministro Bray, la gestione del San Carlo resta di tipo ordinaria. Questione di ore, però. Forse di qualche giorno. Perché poi, decorsi oramai i termini per aderire al decreto cultura, le somme saranno tirate comunque dal ministero e il commissari ad acta dovrebbe ben presto materializzarsi al San Carlo, magari sotto le spoglie di un componente del cda stesso individuato dalle parti come traghettatore verso il decreto cultura. Di nuovo c'è però che ora le istituzioni provano a riavvicinarsi dopo lo strappo delle dimissioni di cinque componenti su sei del Cda della Fondazione, col solo sindaco rimasto in carica. Caldoro e de Magistris cercano infatti una strada comune che tenga tutto assieme: l'esigenze di salvaguardia dei livelli occupazionali, salariali e finanziari dell'ente provando a fare in fretta sul fronte del piano industriali per il rilancio del teatro. E magari, anche di aderire al «decreto Cultura», se ovviamente i termini dovessero essere riaperti. I vertici di Comune di Napoli e Regione Campania hanno anche parlato sostanzialmente una sola lingua tramite le agenzie di stampa, affermando che il presidente della Regione Campania e il sindaco di Napoli, anche in qualità di presidente della Fondazione San Carlo, stanno «lavorando con l'obiettivo di trovare un'intesa per un piano di rilancio» che porti alla risoluzione della vicenda del teatro San Carlo del capoluogo campano. Caldoro e de Magistris si sono visti a Palazzo San Giacomo per cercare una mediazione. Nel corso dell'incontro, hanno chiamato Massimo Bray, il ministro ai Beni culturali e turismo, per chiedere un incontro «urgente» fin da domani. Bray sarà dopodomani a Santa Maria Capua Vetere e a Pompei: immaginabile che, nella stessa giornata, incontri anche governatore e sindaco sebbene al tavolo siano stati invitati, accanto a Regione e Comune, tutti gli altri soci della Fondazione San Carlo e i sindacati. Sindacati per i quali occorre a questo punto una «soluzione condivisa ed unitaria per il futuro dei lavoratori e del Teatro San Carlo» di Napoli. In una nota, Cgil, Cisl e Uil spiegano che «nell'incontro in Regione tra i sindacati confederali, di categoria ed il presidente Caldoro, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la loro preoccupazione, già espressa nella lettera inviata in questi giorni al ministro Bray, per il futuro dei lavoratori, degli artisti e del San Carlo in quanto simbolo storico artistico della città e della Campania». «Caldoro nel corso dell'incontro hanno spiegato i vertici delle segreterie confederali e delle categorie di Cgil, Cisl, Uil ha comunicato e delineato le motivazioni, con dati finanziari ed amministrativi, della sua scelta di dimettersi. Allo stesso tempo, Cgil, Cisl, Uil hanno ribadito la necessità di ritrovare quella capacità di governance da parte di tutti i livelli istituzionali, componenti il Cda del Massimo napoletano, in modo da definire una posizione unica e condivisa da presentare nel prossimo incontro al ministro Bray».
Napoli, San Carlo. Caldoro e de Magistris a Bray: Incontriamoci. Commissario in attesa
Il commissariamento del San Carlo è stato congelato per il momento, ma solo fino al vertice di governatore e sindaco con il ministro Bray. La gestione del teatro rimane di tipo ordinaria, ma le istituzioni stanno cercando di riavvicinarsi dopo lo strappo delle dimissioni di cinque componenti del Cda della Fondazione. Caldoro e de Magistris cercano una strada comune per salvaguardare i livelli occupazionali, salariali e finanziari dell'ente. I vertici di Comune di Napoli e Regione Campania hanno parlato di una sola lingua, affermando che stanno lavorando per trovare un piano di rilancio che risolva la vicenda del teatro.
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