L'ex assessore all'Edilizia: «Da architetto dubito che per il 2015 i restauri saranno completati, risorse europee Fesr non prorogabili» NAPOLI Dei 100 milioni dai fondi europei Fesr per lo sviluppo (programma 2007-2013) per la zona Unesco di Napoli (70 per monumenti, 30 per strade e piazze) che pagano il Grande Progetto Centro Storico licenziato con ritardo da Regione, Comune, Soprintendenza e Provveditorato alle Opere pubbliche, i primi bandi prevedono di utilizzarne 21. «Sono partite le gare per le opere», comunicava l'assessore regionale Cosenza a Natale scorso riferendosi ai primi quattro lotti da cantierare, presumibilmente entro l'estate: il complesso dei Gerolomini (7,7 milioni), l'insula del Duomo (4), San Paolo Maggiore (4) e il complesso dei Santi Severino e Sossio (5,2). La definitiva approvazione del Grande Progetto dopo una drastica revisione della spesa per il centro storico (dagli iniziali 240 milioni ne sono stati «stornati» 140) è del 25 settembre. Ma i finanziamenti Fesr già in proroga impongono un rigido cronoprogramma e a scadenza dei termini si rischierebbe, concretamente, di ritrovarsi con i cantieri ancora aperti anziché con l'opera confezionata, il che equivarrebbe a perdere i fondi: lo fa presente l'ex assessore all'Edilizia Pasquale Belfiore, l'urbanista che seguì da vicino il Grande Progetto per la giunta Iervolino e già si occupò delle denunce dei comitati pro centro storico inviate all'Unesco, da presidente dell'Istituto Italiano di Architettura sezione Campania. Oggi i comitati temono un nuovo ammonimento dell'Unesco agli enti locali, dopo quelli del 2008 e 2012. Si rischierebbe, dicono, la cancellazione di Napoli dalla lista World Heritage (beni dell'Umanità). E a Parigi «sta arrivando un (nuovo) dossier, richiesto, sullo stato di conservazione dell'area Unesco, poiché l'inizio delle opere era atteso entro lo scorso anno», ha detto ieri al CorMez Maurizio di Stefano, presidente dell'Icomos, Consiglio internazionale sui monumenti e siti tutelati, una sorta di ispettorato dell'Unesco. «Di Stefano ha fondati motivi per ritenere che ci sia qualche problema», spiega Pasquale Belfiore, «anche io più volte sono intervenuto sui ritardi: tre anni fa il programma delle opere era già stato delineato, e tre anni per le prime quattro gare sembrano decisamente troppi. Non credo che si riescano a spendere 100 milioni in meno di due anni: parliamo di restauri molto delicati e a dicembre 2015 scadrà definitivamente il programma 20072013. Siamo già in fase di prorogatio, accusiamo un fortissimo ritardo e per quella data dubito che si riesca a rendicontare. Come architetto e ancora prima ex assessore all'Edilizia ho forti perplessità che questo possa accadere». Insomma lo scenario piu preoccupante è che a dicembre 2015 i cantieri siano ancora aperti e i lavori non conclusi e «non so come potrebbe comportarsi l'Europa continua Belfiore . Credo che qui debba intervenire l'autorità di tutela, la Soprintendenza, per valutare tempi e modalità delle opere, e verificare se non sia il caso di non cominciarli nemmeno, questi lavori». Ed ancora, Belfiore: «Possiamo dire che il Comune in questi ultimi tre anni non si è mostrato molto deciso sul Grande Progetto, sostanzialmente governato dalla Regione, eppure l'amministrazione cittadina avrebbe potuto rivendicare un coordinamento dell'opera, stiamo infatti parlando del centro storico di Napoli». I comitati continuano a ripetere che non c'è alcuna cura dei monumenti, piazze e strade dei Decumani. «La manutenzione ordinaria del patrimonio storico purtroppo resta tutto un altro discorso, non compreso nel Grande Progetto. Dipende direttamente dalla presenza di risorse, i finanziamenti agli organismi locali e la Soprintendenza soprattutto oggi ha un budget ridotto all'osso».
Napoli. Centro storico, Belfiore: troppi ritardi, fondi a rischio
L'ex assessore all'Edilizia Pasquale Belfiore ha espresso dubbi sulla possibilità di completare i restauri del Grande Progetto Centro Storico di Napoli entro il 2015, data scaduta per il programma Fesr. I finanziamenti europei per lo sviluppo della zona Unesco di Napoli sono stati prorogati, ma il cronoprogramma è rigido e a scadenza dei termini si rischierebbe di perdere i fondi. Belfiore ha fondati motivi per ritenere che ci sia un problema con il ritardo nell'inizio delle opere, che potrebbe comportarsi in modo negativo per l'Europa. L'ex assessore ha anche criticato il Comune di Napoli per non aver mostrato sufficiente decisione sul Grande Progetto, che è stato governato dalla Regione.
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