Lionello era malato. Dentro. Soffriva di «tarlite acuta», ma nessuno lo sapeva. O meglio nessuno lo vedeva, lo poteva vedere, perché il male, procurato dai coleotteri silofagi, cioè i volgarissimi tarli, era dentro il legno della tavola. Solo la Tac all'ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze ha permesso di stabilire l'entità della patologia lignea, così innervata, soprattutto nella parte superiore dell'opera, da presentarsi sotto forma di gallerie. Quelle scavate negli anni dagli insidiosi insettini che nel corso dei secoli si erano riprodotti. Stabilito il quadro clinico, fu trovata la cura: iniezioni, o meglio infiltrazioni di pasta di legno e di colla di ciliegio che consolidarono la zona infetta, preservando il capolavoro rinascimentale. L'accertamento tomografico assiale computerizzato di una delle più rappresentative opere dell'Accademia Carrara, avvenuto nel corso di un impegnativo restauro, completato nel 2008 dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze è tutt'altro che episodico nel rinomato istituto fiorentino. « Lo ricordo bene racconta il direttore Marco Ciatti l'esame effettuato allora sull'opera del Pisanello, in contemporanea con il "Ritratto d'Uomo" di Antonello da Messina. Ha contribuito a salvare il colore originale dei due dipinti e a risanare la struttura del legno della tavola messa a repentaglio dagli insetti». All'Opificio, «ricovero» per eccellenza del patrimonio artistico del mondo, le indagini artistiche non convenzionali sono rese possibili da una collaborazione con la Siemens che, partita dal 1996, ha portato nel corso degli anni a risultati sorprendenti: dal mistero della morte di Tutankamen ( che ha stabilito la morte per cause naturali del faraone bambino) alla «Madonna dei Fusi» di Leonardo da Vinci. «Soprattutto quando un nuovo macchinario sta per essere avviato rimarca Ciatti abbiamo la possibilità di utilizzarlo per le indagini artistiche. Sono «finestre operative» che ci consentono di fare scoperte interessanti Ad esempio, di evidenziare la presenza di passati interventi di restauro, di confrontare diverse opere attribuite allo stesso autore e definirne con certezza la paternità, di quantificare i danni prodotti dal tempo, o ancora di scoprire, come nel caso della Croce processionale dipinta da Bernardo Daddi, la presenza, nella tavola che costituisce il corpo della croce, di un vano, adibito ad alloggio per reliquie, di cui non si sospettava l'esistenza». Sebbene sia ottimizzata per il corpo umano, la tomografia assiale computerizzata è in grado di sezionare ed «affettare» tridimensionalmente un dipinto o una scultura fornendo molte più informazioni rispetto ad una normale radiografia. «Il metodo non è invasivo spiega il conservatore dell'Accademia Carrara Giovanni Valagussa, che seguì da vicino l'iter di «remise en forme» del Lionello d'Este e, in particolare per le sculture può davvero rivelarsi un sistema diagnostico fondamentale». Qualche problema, però, si evidenzia non solo per la disomogeneità di forme e materiali delle opere, ma soprattutto per la loro dimensione. «Nel caso del ritratto di Lionello fu molto semplice ricorda Valagussa la tavola è piccola e non ebbe nessun problema ad entrare nel macchinario». Ma per opere di grandi dimensioni, o quelle che contengono parti in metallo le cose si complicano. «Abbiamo collaborato con l'Università di Bologna conclude Ciatti per approntare sistemi tomografici trasportabili anche nei musei, adatti ad analizzare opere d'arte di dimensioni rilevanti. Qualcosa abbiamo fatto, ma purtroppo però i fondi che abbiamo a disposizione non sono quelli della Sanità»
Tecniche mediche al servizio dell'arte. La Tac che ha salvato Lionello d'Este danneggiato dai tarli
L'opera "Lionello" di Pisanello, esposta all'Accademia Carrara di Firenze, era stata colpita da tarliti acute causate dai coleotteri silofagi. La Tac di Firenze ha stabilito la patologia lignea e ha trovato la cura con iniezioni di pasta di legno e colla di ciliegio. Un esame tomografico assiale computerizzato ha aiutato a salvare il colore originale dei dipinti e a risanare la struttura del legno. L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha utilizzato una collaborazione con la Siemens per eseguire l'esame, che ha permesso di scoprire la presenza di passati interventi di restauro e di definire la paternità di opere attribuite allo stesso autore.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo