Nella logica del «prima fare e poi dire» che è l'impostazione che mi piace di più. Quello che emerge in tanti discorsi sul futuro della nostra città è questo insistere, secondo me sbagliato, che c'è differenza tra fare cultura per la cultura e la cultura intesa insieme al turismo. Come se il turismo di per sé, non fosse, nell'eccezione corretta e più nobile dell'attività, un'operazione culturale. Quello che capita di sentire e di leggere sono esasperazioni che trovano le loro radici nell'istinto di radicalizzare le posizioni, così come fanno certi sportivi con la squadra del cuore: per la squadra si fa il tifo, non solo si combatte, qualcuno poi si ubriaca per la squadra e arriva a ferire e a uccidere l'avversario, è cronaca. Per fortuna con la cultura non siamo a questi livelli, ma è ora di superare la sopra citata divisione o differenziazione tra cultura e turismo. Il turista infatti è portatore di cultura, viene da un altro territorio, vicino o lontano non importa, è portatore di storia, tradizione,usanze, comportamenti che vengono lasciati dove arriva per visitare un museo, una mostra, una chiesa e quindi, come conseguenza anche per bere un caffè, sedersi a tavola per mangiare o cercare una stanza per dormire. Nell'incontro con chi gli vende il biglietto del museo, o con il suo interlocutore del bar, piuttosto che dell' albergo, inevitabilmente, nasce uno scambio culturale, che non è soltanto ciò che il turista riceve dalla visita di un luogo artistico, piuttosto che dai discorsi che gli trasmette la guida turistica. Non sono solo anonime persone, sono due territori che si incontrano. Potrei continuare a dire e a elencare, con esempi particolareggiati, che la cultura produce ( se si vuole) turismo e che il turismo produce cultura. Se poi è utile e non dannoso che ci siano degli effetti positivi, anche economicamente parlando, perché disdegnare questo aspetto? Qualcuno può sostenere che non ce n'è bisogno? Qualcuno può dire, con la crisi che viviamo, che se venissero a Brescia un po' più di turisti, come venivano dieci anni fa, quando c'erano le grandi mostre con Marco Goldin, sarebbe male per la nostra città? È vero, i tempi cambiano, le esperienze pure, ma teniamo presente un fatto inoppugnabile, meglio dire teniamo presente un progetto di cui possiamo trovare conferma (senza vergognarcene) nel comportamento di città a noi vicine: cultura e turismo sono un binomio inscindibile che, quando non c'è, è perché siamo nel patologico. Un binomio che, se non c'è, va perseguito perché rappresenta il nostro futuro. Anche le iniziative bresciane per l' Expo sono da intendere così: una vetrina espositiva, di proposte, collocata in un luogo culturalmente importante e inteso, oltre che come evento promozionale delle nostre imprese, anche e soprattutto come evento culturale.
Brescia. Anche il turismo è cultura
L'autore sostiene che la differenza tra cultura e turismo è sbagliata e che il turismo è un'operazione culturale. Il turista è portatore di cultura e storia, e l'incontro con gli abitanti del luogo è un scambio culturale. L'autore sostiene che la cultura e il turismo sono un binomio inscindibile e che la loro assenza rappresenta un problema. Anche le iniziative per l'Expo a Brescia sono viste come un evento culturale e promozionale. L'autore critica coloro che disdegnano il turismo e sostiene che la sua assenza è un segno di un patologico. L'autore conclude che la cultura e il turismo devono essere perseguiti come un binomio inscindibile per rappresentare il futuro della città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo