Il rapporto tra Roma e il suo sviluppo industriale è segnato da luoghi comuni e da amnesie che non rendono giustizia alla storia della città e dei suoi abitanti. D'altra parte queste difficoltà «di memoria» corrispondono a un processo che mai è stato lineare e del tutto convinto. All'inizio, fu Pio IX, tra le resistenze della curia, ad avviare tra Ostiense e Trastevere il primo processo di industrializzazione. Poi, con il Regno d'Italia, lo sviluppo si spostò verso la Prenestina e la Casilina. In seguito, ci fu l'implementazione voluta dal Fascismo. Infine lo sviluppo degli anni Sessanta sulla via Tiburtina. Di tutto questo rimane traccia nei quartieri popolari, negli edifici e nei racconti degli abitanti. Non sono molte però le occasioni e gli interventi istituzionali che aiutano a conoscere la memoria di quegli anni. Così può accadere che siano i cittadini stessi a organizzarsi per tutelare e ricostruire la propria storia. É il caso della fabbrica della Viscosa, un enorme complesso sulla via Prenestina, fondato all'inizio del secolo scorso che, nel 1939 divenne Snia Viscosa e, nel 1950, chiuse i battenti per non riaprirli mai più. Oggi, all'interno della grande struttura, occupata insieme al comitato di quartiere, opera una dei più attivi e organizzati centri sociali della città. Tra le tante e qualificate attività che il Centro ha avviato c'è stata quella della cura e dell'allestimento dell'archivio dello stabilimento di Roma (www.archivioviscosa.org). La documentazione può essere consultata su appuntamento ed è costituita in prevalenza dalle schede del personale. Si tratta in gran parte di donne provenienti per circa il 50 dal Lazio e poi dal Veneto e dalla Puglia che andarono ad abitare nel quartiere intorno alla fabbrica. Non sorprende così che durante il grande sciopero del 1949 tutti gli abitanti si mobilitarono a sostegno di una lotta che segnò un legame fortissimo tra i cittadini e testimonia un momento importante della storia della classe operaia romana.
Roma. La fabbrica e la memoria
Il rapporto tra Roma e il suo sviluppo industriale è caratterizzato da amnesie e luoghi comuni. La storia della città è segnata da periodi di industrializzazione, come quelli voluti da Pio IX, il Regno d'Italia e il Fascismo. Lo sviluppo degli anni Sessanta sulla via Tiburtina è stato un altro punto di svolta. I quartieri popolari, negli edifici e nei racconti degli abitanti, testimoniano la memoria di quegli anni. Tuttavia, gli interventi istituzionali sono stati limitati, lasciando spazio ai cittadini stessi per organizzarsi e tutelare la propria storia. Un esempio di ciò è la fabbrica della Viscosa, che è stata trasformata in un centro sociale attivo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo