L'assessore Di Salvo e il sindaco Bianco presentano alla città una proposta «aperta al contributo di cittadini e associazioni e strumento per una città che vuole rigenerarsi e diventare punto di attrattiva turistica» Ieri mattina, a Palazzo Platamone, l'amministrazione comunale ha presentato la propria proposta di regolamento edilizio. Quello tutt'ora vigente parla di rifugi antiaerei, e non a caso, essendo stato redatto nel lontano 1935, ottant'anni fa. Quello ora in discussione, presentato dall'assessore all'Urbanistica Salvo Di Salvo, parla di efficienza energetica, di sostenibilità ambientale, di messa in sicurezza antisismica. Guarda, dunque, al futuro, alla Catania che verrà e che si pone come cuore della città metropolitana, al centro del Distretto della Sicilia Sud-Orientale, riferimento competitivo nell'ambito del bacino Mediterraneo. «Una città che vuole rigenerarsi, che vuole dare nuovo vigore all'economia e diventare punto di attrattiva turistica». Obiettivi che tutti condividono, ma, poiché il testo del documento fino ad ieri non era stato diffuso, il confronto, nell'ambito del «Forum sul regolamento edilizio», avviene sulle enunciazioni di principio e si traduce in una lunga serie di interventi in cui i rappresentanti delle istituzioni e degli ordini professionali esprimo apprezzamento e plauso alle scelte dell'amministrazione al punto da ingenerare la convinzione che il regolamento sia cosa fatta, definita, senza che cittadini e associazioni abbiamo potuto dire la propria. E c'è chi di critiche da farne ne ha più di una. Così il sindaco Enzo Bianco si affretta a precisare che quella presentata «alla città, prima che alla stessa Giunta, è solo una bozza aperta al contributo di tutti». Contributo che si potrà dare scrivendo al sito dell'assessorato all'Urbanistica e interloquendo nonappena sarà avviato un apposito blog. «Un metodo innovativo, basato sulla concertazione», sottolinea il sindaco che poi si sofferma sul percorso che intende seguire, e cioè approvazione del regolamento edilizio entro l'inizio di marzo, discussione della variante del centro storico, subito dopo l'approvazione del bilancio preventivo che sarà avviato a marzo, e infine confronto sul piano regolatore della città metropolitana, anche nel caso in cui non sia istituita formalmente, attraverso l'associazione con gli altri sindaci. Spiega che la sua idea di città non prevede crescita quantitativa, ma qualitativa, e che si basa su alcune priorità: attenzione al rischio sismico, risparmio energetico, valorizzazione del patrimonio esistente non solo nelle parti storiche, ma anche in quelle degradate, e poi decoro urbano e incremento delle aree a verde. In apertura dell'incontro il Procuratore Giovanni Salvi aveva sottolineato l'importanza di un quadro normativo e di un regolamento chiaro per depotenziare i conflitti tra cittadini e amministrazione e per facilitare l'azione della magistratura, in questo periodo impegnata nella demolizione delle costruzioni abusive nell'Oasi del Simeto. Il rettore Giacomo Pignataro, invece, ha sottolineato la valenza politica delle scelte urbanistiche. Si è detto contrario ad un'ulteriore espansione della città, anche nell'ottica di valorizzare i laureati dell'ateneo, la manodopera qualificata e l'imprenditoria locale, che invece sarebbe surclassata dalle grandi imprese nazionali in caso di progetti su larga scala. Ha rivendicato come positivi gli effetti indotti dagli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, quali lo sviluppo di nuove tecnologie, e ha invitato a concentrare in pochi obiettivi rilevanti le uniche risorse finanziarie disponibili, quelle europee. Poi ha avuto inizio la lunga serie degli apprezzamenti: la rappresentante della Regione, quelli dei sindacati, il presidente dei costruttori edili e quelli degli ordini degli architetti e degli ingegneri - che ringraziano l'amministrazione per avere recepito tutte le loro proposte frutto del lavoro di anni - e poi i presidenti di geometri, agronomi, di Confcommercio, degli agenti immobiliari e via dicendo. Assente, invece, la sovrintendente che, attraverso l'arch. Laudani, ha ribadito la disponibilità alla «massima collaborazione». L'arch. Scannella, presidente dell'ordine degli Architetti, replicando alla lettera aperta di Italia Nostra, assicura che gli ordini non chiedono demolizioni e ricostruzioni, ma ribadisce che i centri storici sono sì «libri di pietra, ma libri non finiti dei quali si possono scrivere nuove pagine». Il problema è come. E questo sarà il tema del confronto e dello scontro. L'unico intervento che affronta i contenuti del regolamento è quello, per conto di Italia Nostra, dell'ing. Alfio Monastra che esprime alcune preoccupazioni individuando alcuni «varchi pericolosi soprattutto in merito alla tutela del centro storico dove i nuovi interventi devono essere eccezioni possibili dopo un'analisi attenta e solo dopo una pianificazione di dettaglio che non c'è». Rileva, inoltre, che il regolamento edilizio viene dopo la variante del centro storico e il piano regolatore, altrimenti le norme non sono applicabili. E qui scoppia un applauso fragoroso. Anche perché - sottolinea - in mancanza degli strumenti urbanistici propedeutici, la tutela del centro storico, di fatto, viene lasciata alla soVrintendenza e alle sue limitate forze. Italia Nostra si dice preoccupata dallo spostamento della concessione di capacità edificatoria da un lotto all'altro perché si traduce in spostamento di cubature dalle aree di minor pregio a quelle di maggior pregio, e perché questo «contrasta con i principi della pianificazione urbanistica». Secondo applauso. Ancora. In merito alla permeabilità dei suoli, l'ing. Monastra suggerisce che, nel prevedere parcheggi interrati con sopra aree pubbliche a verde, bisogna porre dei limiti, così come alla realizzazione di giochi e di impianti sportive sulle aree a verde. Eccessivo, poi, il premio del 30 in cubatura aggiuntiva per gli interventi che abbattono i consumi energetici. Insomma, da oggi il confronto entra nel vivo e i cittadini sono chiamati ad esprimersi e a dire la propria. 18012014
SICILIA - Il riordino urbanistico
L'assessore all'Urbanistica Salvo Di Salvo e il sindaco Bianco hanno presentato una proposta di regolamento edilizio per la città di Catania. Il regolamento vuole essere un passo avanti rispetto a quello attuale, che risale al 1935, e prevede l'efficienza energetica, la sostenibilità ambientale e la messa in sicurezza antisismica. La proposta è stata presentata come una bozza aperta al contributo di cittadini e associazioni, e il sindaco ha precisato che la discussione e l'approvazione del regolamento saranno avvenute attraverso una concertazione con le istituzioni e gli ordini professionali.
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