LE FILE interminabili per visitare la mostra di Renoir alla Gam, le migliaia di persone accorse a vedere "La Sacra Famiglia" di Raffaello giunto a Palazzo Madama dall' Ermitage, le code a ogni festività per ammirare "Gli Immortali" dell' Egizio, museo che nel 2013 ha avuto più visitatori dell' anno delle Olimpiadi, nonostante il cantiere in corso. Il buon successo del Polo Reale, la conferma per il Museo del Cinema, i numeri elevati della Reggia di Venaria. Ma anche la Rocca del Borgo Medievale che sbarra il portone per più di due mesi, d' accordo per il freddo - non c' è riscaldamento - ma tant' è non era mai successo finora. E il Parco d' Arte Vivente di via Giordano Bruno, che a cinque anni dall' inaugurazione rischia di cessare l' attività: e vedremo se l' appello diffuso sui social network sortirà qualche effetto. Al Pav mancano all' appello i 150mila euro che il Comune doveva fare arrivare attraverso la Fondazione Torino Musei. Doveva, perché il piatto piange. Si sa che per il 2013 Palazzo di Città ha ridotto i contributi per i "suoi" musei del 66, da 7 milioni a 2 milioni e 900mila (dotando la fondazione che li gestisce dell' edificio del Museo di Arte Orientale, che non serve però, almeno nell' immediato, per appianare i conti). Non stupisce quindi che a pagare siano i più piccoli. Non stupisce nemmeno che a ogni rischio di ulteriori tagli, si metta in dubbio la sussistenza dello stesso Mao, o si ipotizzi il trasferimento della sua collezione, tanto per non sbagliare, alla Reggia di Venaria. E per una Gam in crescita, si assiste al declino progressivo del Castello di Rivoli, con il presidente Minoli e la direttrice Merz "prorogati" ad interime un' unica mostra- quella dedicata a Marinella Senatore - anch' essa continuamente prorogata. Ma se il Comuneè in affanno, va paradossalmente meglio per la Regione, nonostante la crisi politica e la confusione del momento: il fatto di avere approvato il bilancio per la cultura sui due anni, 2013 e 2014, garantisce per quest' anno i contributi ai musei. Luci e ombre insomma del tanto lodato sistema museale torinese, che complice la crisi economica, ma forse non solo, è alla ricerca di nuovi equilibri. «Ogni museo ha un suo core business e non tutti esercitano la stessa attrazione, legata anche alla collocazione. Nei palazzi Reale e Madama ci si inciampa, alla Gam ci si va apposta, a Rivoli occorre potere arrivare, al Pav devi prima capire dov' è e poi cercare di andarci. E poi, quanti torinesi conoscono l' esistenza del Pav? E ancora, il Museo del Cinema avrebbe lo stesso successo se anziché alla Mole fosse in periferia?» riflette l' assessore alla cultura del Comune Maurizio Braccialarghe. Che fare allora? «Intanto l' attrattività dei musei è anche legata alle esposizioni temporanee: ma le mostre internazionali necessitano di una programmazione in anticipo, in questo momento difficile. Poi penso che siano necessari una maggiore promozione internazionale, l' apertura tutti i giorni della settimana, con la rotazione dei turni di riposo, e una maggiore "crossmedialità": per esempio, se vai all' Egizio trovi indicazioni per gli altri musei della città». Non nasconde la preoccupazione Braccialarghe, ma confida in tempi migliori: «Il sindaco Fassino ha dichiarato che la soluzione con meno soldi e l' aggiunta di immobili vale soltanto per il 2013, quest' anno si dovrebbe tornare al contributo cash. Certo, con più contanti alcune situazioni si potrebbero appianare: ma basteranno al Pav 150mila euro? E che cosa faranno gli altri enti finanziatori, tra cui l' Amiat?». «Per noi non ci sono musei di serie A e B, la programmazione prosegue per tutti, Mao incluso, e con buoni risultati - dice la presidente di Torino Musei Patrizia Asproni - . Da settembre inoltre abbiamo aumentato la comunicazione sui social network, che ha portato ad un incremento notevole dei visitatori, soprattutto se si fa il confronto con l' affluenza del 2012 nello stesso periodo. Questo ci rende più visibili all' esterno, per la mostra di Eve Arnold abbiamo avuto un traffico twitter, pinterest e facebook straordinario persino dai Paesi arabi». Non mancano le ombre però: «Non lo nascondo, sono preoccupata, la situazione è molto difficile, ma siamo abituati a rimboccarci le maniche e continueremo a farlo. Non rischiamo certamente la chiusura di nessuno dei nostri musei, ma abbiamo bisogno di avere risorse per pianificare con un respiro almeno triennale, per poterci dedicare allo sviluppo e il trend positivo è solo una base di partenza. Commenta l' assessore regionale Michele Coppola: «Comunicare nel novembre 2013 le risorse economiche per l' anno, e contemporaneamente quelle per il 2014, è stato il modo migliore per portare un contributo concreto alle istituzioni culturali, per garantire loro il tempo di programmare l' attività. Per la prima volta si è fornito uno strumento per migliorare la capacità di negoziare con le banche e destinare le risorse risparmiate all' attività. È uno sprone per le altre istituzioni pubbliche che finanziano la cultura a fare come noi». Un discorso a parte meritano i musei statali - Antichità, Sabauda, Palazzo Reale, Biblioteca e Armeria - ormai riuniti in unico Polo: «Non abbiamo più dati sulle affluenze dei singoli istituti, ma un risultato unico, per noi positivo, anche perché con il biglietto unico abbiamo incrementato nel 2013 il numero dei visitatori - dice il direttore regionale per i Beni culturali Mario Turetta. - Nell' immediato non abbiamo troppi problemi, perché abbiamo messo a suo tempo il fieno in cascina con i grandi cantieri e per le difficoltà sul personale abbiamo avuto di recente l' aiuto della Compagnia di San Paolo. I problemi si porranno quando saremo a regime, a lavori conclusi: speriamo che allora il Ministero non ci faccia mancare le risorse».
PIEMONTE - Musei, i grandi festeggiano ma i piccoli sono in bilico Si studia la crossmedialità
Il sistema museale torinese sta affrontando difficoltà economiche, con il Comune che ha ridotto i contributi per i musei del 66% nel 2013. Ciò ha portato a una riduzione dei visitatori e a problemi di manutenzione. Tuttavia, la Regione ha approvato il bilancio per la cultura per i due anni 2013 e 2014, garantendo i contributi ai musei. I musei stanno cercando di trovare nuovi equilibri e di aumentare l'attrattività, con la promozione internazionale, l'apertura tutti i giorni della settimana e una maggiore "crossmedialità". Alcuni musei, come il Pav, hanno bisogno di ulteriori risorse per continuare a funzionare.
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