TRAPANI - Dopo due anni trascorsi nei più importanti musei del mondo, il "giovinetto" di Mozia è ritornato sull'isola dello Stagnone di Marsala, dove nel 1979 venne ritrovato nei pressi del santuario "Cappiddazzu", in prossimità di alcune fornaci, durante una campagna di scavo. Da ieri la statua in marmo, scolpita tra il 450 e il 440 a. c., è, dunque, ritornata al Museo Whitaker di Mozia. Giunto sull'isola dagli Stati Uniti e dopo essere stato anche esposto al British Museum di Londra in occasione delle Olimpiadi del 2012, l'auriga di Mozia ha fatto rientro a casa portando con se la sofisticata e tecnologica base antisismica realizzata dal Jean Paul Getty Museum di Los Angeles. Si tratta di una struttura in acciaio che farà da piedistallo alla scultura proteggendola da eventuali terremoti. "Uno dei reperti più importanti del Mediterraneo - ha detto la responsabile del servizio per i beni archeologici della Soprintendenza di Trapani Rossella Giglio - è finalmente rientrato nella sua sede naturale. Abbiamo collocato quest'eccezionale opera d'arte in maniera tale da renderla visibile da prospettive differenti perché si tratta di una statua curata in ogni minimo dettaglio. I lavori di allestimento - ha concluso - sono in corso ma a breve il giovinetto di Mozia sarà visitabile". Alto 1,81, coperto da una leggerissima tunica, il prestante e seducente giovinetto di Mozia potrebbe, secondo gli studiosi, raffigurare un auriga, ovvero un giovane che nell'antica Grecia guidava il carro da guerra e partecipava durante i giochi alle corse dei carri ma potrebbe anche essere un dio o un magistrato punico. Certo è che rappresenta nella sua straordinaria perfezione una delle opere in cui si fondono grazia, eleganza e bellezza. Malgrado sia privo delle braccia è possibile ricostruirne i movimenti: il destro alzato doveva tenere un oggetto, probabilmente un frustino, mentre il sinistro si appoggiava sul fianco affondando le dita, come si vede dai resti, nella veste. Ed è proprio il particolare dell'andamento delle pieghe del vestito sotto le dita a rendere il giovinetto di Mozia una delle espressioni più alte della plastica greca di stile severo (Testo e foto di Maria Emanuela Ingoglia)
Due anni in giro per il mondo, torna a casa l'auriga di Mozia
Il "giovinetto" di Mozia, una statua in marmo scolpita tra il 450 e il 440 a. c., è stato ritornato al Museo Whitaker di Mozia sull'isola dello Stagnone di Marsala. La statua, alta 1,81, rappresenta un auriga o un dio/punico e è stata esposta in vari musei, tra cui il British Museum di Londra e il Jean Paul Getty Museum di Los Angeles. La statua è stata trasportata con una struttura antisismica realizzata dal Jean Paul Getty Museum. I lavori di allestimento sono in corso e il giovinetto sarà visitabile presto. La statua è considerata uno dei reperti più importanti del Mediterraneo e rappresenta una delle opere più alte della plastica greca di stile severo.
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