TORNA l' Auriga di Mozia assieme ad altre 63 opere spedite in un giro del mondo a tappe, l' ultima delle quali all' Art Museum of Cleveland.E ora, esaurita la stagione dei viaggi all' estero dei gioielli di famiglia, l' assessorato ai Beni culturali inaugura una nuova era che prevede la fine dei prestiti delle opere d' arte e il rilancio dei musei. È questo l' indotto su cui la Regione punta: creare attorno a una lista di 26 opere "inamovibili" - tra cui le più importanti sono il Giovinetto di Mozia appena riconquistato, la Metope di Selinunte, l' Ariete in bronzo del Salinas di Palermo, l' Annunziata di Antonello da Messina, la Phiale aurea di Caltavuturo, la Dea di Morgantina di Aidone, il Satiro Danzante di Mazara del Vallo e il Trionfo della morte di palazzo Abatellis - un circuito museale superqualificato. Il progetto è ambizioso e può contare su un finanziamento di 55 milioni di euro, col programma operativo interregionale 2007-2013. I lavori per rimettere in sesto gli spazi espositivi prevedono illuminazione giorno e notte, percorsi pedonali e sentieri, segnaletica adeguata, aree per la sosta, diffusione sonora, climatizzazione, sistemi di allarme. Insomma, servizi che funzionino a puntino, per attrarre visitatori da un capo all' altro dell' Isola i musei all' altezza. L' accordo è stato firmato nel giugno scorsoa Roma dal presidente Rosario Crocetta e il ministro Carlo Trigilia. E l' assessorato ai Beni culturali, sotto la regia dell' assessore Mariarita Sglarlata, ha redatto il programma di interventi, finalizzati al lancio dei nuovi "Poli Museali di Eccellenza" (a Palermo, Siracusa, Ragusa e Trapani) e dei siti di maggiore attrazione culturale (musei e aree archeologiche). A Palermo, ad esempio, il polo museale che nascerà mette in rete Palazzo Abatellis, Oratorio dei Bianchi, Museo di Palazzo Riso, palazzo Mirto e palazzo Steri. E ci sono anche 658 mila euro per gli itinerari subacquei. Il sogno della Regione è che per l' Expo 2015 i musei siciliani funzionino da calamita. E che nell' Isola dove si contano più custodi di musei che visitatori, con una spesa di circa 600 milioni a fronte di incassi che superano di poco i 100 milioni, si possa invertire la tendenza. Il primo piano di interventi conta 18 opere per un valore di 21 milioni. I lavori sono tutti in fase di aggiudicazione e si concluderanno entro il 2015. La seconda fase, che utilizzerà le risorse del Pac (piano di azione e coesione) si concentra sui poli museali di Siracusa, Ragusa e Trapani e prevede 11 interventi per un valore di 33 milioni, con fine dei lavori entro il 2017. Tra i maggiori interventi: l' area archeologica della Neapolis (9 milioni di euro), Segesta (1 milioni e 600 mila euro), Cava d' Ispica e Parco della Forza (8 milioni di euro) oltre a interventi nei musei Paolo Orsi e Galleria di Palazzo Bellomo di Siracusa, museo Agostino Pepoli e Baglio Anselmi a Trapani. Il "la" al maxi riordino dei musei lo segna il rientro a Mozia dell' Auriga, al museo Whitaker, dopo un' assenza di un anno e mezzo. E' stato posto il problema della sua collocazione inadeguata, in una piccola stanza all' inizio del percorso espositivo. Non sarà più cosi. «Accoglieremo l' Auriga più degnamentee lo restituiremo alla fruizione dei visitatori in un cornice più adatta e consona al suo immenso valore», promette l' assessore Sgarlata. Per valorizzare il prestigioso pezzo, che tra Cleveland e il Getty Museum di Los Angeles è stato ammirato da 140 mila visitatori, è in allestimento il nuovo spazio, finanziato in parte da Banca Nuova. Oltre all' Auriga sono tornati in Sicilia ieri anche la Phiale aurea di Caltavuturo, il rilievo di Demetra e Kore, il busto di Athena Lindia, la testa di Apollo, il torso di kouros da Lentini. Resteranno fermi tutti quanti, per un bel po' , nella loro sede di appartenenza: questo l' orientamento. L' assenza prolungata delle opere dal territorio si è rivelata alla lunga un danno. Per questo lo stop. La consolazione è che la Sicilia che punta alla riqualificazione dei musei intanto va all' incasso con le prime due grandi mostre programmate in virtù degli accordi coni Paesi per gli scambi di statue e opere d' arte. «Siamo consapevoli che bisogna aprirsi a una nuova stagione negli accordi tra i Paesi esteri e la Sicilia, basato proprio sul principio della reciprocità», spiega l' assessore Sgarlata. Così nella trattativa tra l' assessorato ai Beni culturali e il Getty è stata inserita la realizzazione da parte dell' istituzione americana di un sofisticato piedistallo antisismico per sorreggere in modo solido l' Auriga anche in Sicilia. Mentre gli accordi con Cleveland hanno previsto, come compensazione, l' allestimento di una mostra in Sicilia, a Siracusa, con costi totalmente a carico del museo. L' esposizione, dal titolo Caravaggio and his followers, si terrà nel 2015. E punterà sull' opera più importante del Museo di Cleveland, la Crocifissione di Sant' Andrea del Caravaggio. «Si tratta di una grande opportunità, considerando la capacità attrattiva del nome di Caravaggio - aggiunge la Sgarlata - Lo stesso avverrà con la mostra di Antonello da Messina, che ha chiuso i battenti domenica scorsa al Mart di Rovereto. I due quadri di Antonello prestati rientrano in questi giorni». La mostra di Antonello da Messina di Rovereto si sposterà in Palermo, tra aprile e ottobre, a palazzo Abatellis, e sarà tutta a carico del Mart. Ma c' è, infine, un piano che punta sui piccoli musei per incrementare offerta e incassi. L' assessorato lavora al circuito dei siti minori, da affidare in gestione, attraverso i Comuni, ad associazioni no profit: «Dai Comuni abbiamo ricevuto moltissime richieste. Ci apriremo al volontariato. Abbiamo siglato già le prime convenzioni. Vogliamo riportare alla luce siti del tutto chiusi, come la penisola di Thapsos a Siracusa, o finora aperti in modo discontinuo».
SICILIA - Il ritorno dei capolavori cinquanta milioni per accoglierli
L' assessorato ai Beni culturali della Regione siciliana ha firmato un accordo con il governo per la riqualificazione dei musei e la creazione di un circuito museale superqualificato. Il progetto prevede la fine dei prestiti delle opere d' arte e il rilancio dei musei, con un finanziamento di 55 milioni di euro. I lavori per rimettere in sesto gli spazi espositivi prevedono illuminazione, percorsi pedonali, segnaletica, aree per la sosta e diffusione sonora. Il progetto include anche la restituzione delle opere d' arte che sono state esiliate dai musei, come l' Auriga di Mozia, la Phiale aurea di Caltavuturo e il busto di Athena Lindia.
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