È L'ALTRA faccia del Pio Monte di Misericordia. Quella senza tele del Caravaggio, sculture settecentesche, porticati in piperno. Qui c'è soltanto lo scheletro di un palazzo dimenticato da cinquant'anni, vandalizzato, a tratti pericolante e cinto da transenne. È la prima costruzione che si vede dal mare di Casamicciola a Ischia e il proprietario è lo stesso Ente morale fondato nel 1602 per prestare aiuto agli indigenti (applicando, appunto, le Sette opere di misericordia) e con quartier generale nello splendido stabile di via Tribunali a Napoli. Questo palazzo isolano dimenticato, esteso per 24 mila metri quadri, è la sua immagine speculare nera. Anche all'interno lo spettacolo è desolante, tra soffitti crollati, rifiuti e graffiti sui muri. Ma nonè stato sempre così. Per secoli la struttura ha rappresentato il fiore all'occhiello architettonico di Casamicciolae il suo centro nevralgico culturale e sociale. VENNE innalzata nel 1604 in piazza Bagni Gurgitello come edificio termale in grado di accogliere quattrocento bisognosi e ammalati. Distrutta dal terremoto del 1883 fu ricostruita nel suo attuale sito, corso Luigi Manzi. Poi, una forte crisi economica negli anni Sessanta e la chiusura nel 1973. L'ultimo custode è andato via negli anni Ottanta. Il Pio Monte di Misericordia, la cui soprintendenza è tenuta da Gian Paolo Leonetti dei conti di Santo Janni, continua tutt'oggi a provvedere ai suoi doveri solidali, finanziando (senza alcun sussidio statale) l'adiacente "Casa accoglienza minori a rischio", curata da suor Angela de Bonis. Ma il palazzo è abbandonato. Giuseppe Mazzella, giornalista casamicciolese, condirettore del quotidiano "Ischia news" e tra i fondatori del comitato "Il Colibrì", ha trascorso gli ultimi anni a tentare di restituire il bene alla comunità. «Si tratta della più grande vergogna ischitana», dice, «ecco come il Pio Monte lascia morire così un suo gioiello». Breve cronistoria. Dopo la chiusura, nel 1983 l'ente stipula un contratto con la società "La Nizzola", per un fitto cinquantennale con diritto di superficie ma non di proprietà. L'impegno è ripristinare l'antica vocazione a impianto termale. Comincia un primo restauro, ma presto gli accordi vanno in crisi, vista l'impossibilità di realizzare investimenti finanziari per il futuro. Ne vien fuori una lunga serie di cause in tribunale, che arrivano a mettere in dubbio persino la proprietà del suolo all'ente stesso. La Nizzola, inoltre, cambia spesso proprietà, trasferendo i propri contratti a un ginepraio di aziende satelliti. L'ultima è stata "Grandi Alberghi". L'iter giudiziario termina solo nei primi anni Duemila, con la vittoria in Cassazione del Pio Monte, riconosciuto unico proprietario. Nel frattempo, però, l'area viene sequestrata, a causa della costruzione di alcuni solai abusivi. Il complesso, ormai ridotto in macerie, è affidato in comodato d'uso gratuito al Comune di Casamicciola. «È ovvio che Leonetti non può permettersi più di mantenere l'edificio - conclude Mazzella - a tutti gli effetti abbandonato. Andrebbe espropriato e affidato al Municipio per un suo nuovo recupero». Non basterebbero cinquanta milioni per i lavori, ma c'è un progetto di una "Società di Trasformazione Urbana", che prevede ben 16 interventi tra Casamicciola e la confinante Lacco Ameno (stilati dall'architetto Caterina Iacono) e una non facile richiesta di finanziamento al ministero della Coesione territoriale per 100 milioni, nell'ambito dei Fondi europei 2014-2020. Replica Gian Paolo Leonetti: «Non abbiamo intenzione di cedere la nostra proprietà, desideriamo quanto Mazzella recuperare il nostro monumento. E ce la metteremo tutta. Negli ultimi venti anni lo stabile è stato al centro di continue contese, processi e appelli. Ora che la situazione si è ristabilita, possiamo riprendere a lavorare per la sua conservazione». Con quali soldi? «Quelli non rappresentano un problema. Abbiamo sempre cercato una nuova società affidataria. Molte hanno già presentato la loro offerta. Una, in particolare, tedesca. Occorrono circa 25 milioni per un restauro conservativo». C'è anche un progetto, «è già stato approvato dalla Soprintendenza architettonica, ed è nelle mani del Comune da gennaio 2012. Il sindaco era Massimo Pica Ciamarra. Ma da allora non ci è stata ancora rilasciata la licenza edilizia per l'inizio dei lavori». E non arriverà per molto. Casamicciolaè infatti commissariata da diversi mesi. E anche se Leonetti garantisce che «entro la fine del mio mandato, nel giugno 2015, riusciremo a risolvere la situazione», i cantieri dovranno ancora attendere. Sperando che l'edificio resista ancora entro quella data.