SALERNO Una netta inversione di tendenza rispetto al modello di gestione seguito fino ad oggi per il Parco del Cilento e Vallo di Diano. È la richiesta avanzata dal Pd salernitano alla vigilia del rinnovo dei vertici dell'ente. Nessuna indicazione sul futuro presidente: «Non ci interessa il toto-nomine ma la strada che si vorrà seguire - dice il rappresentante dei circoli democrat del Vallo di Diano Riccardo Ruocco - piuttosto la voglia di indicare un nuovo modello di sviluppo per la riserva naturale. Proposte che verranno formulate, e fissate in un documento, nel corso dell'assemblea organizzata per domani a Vallo della Lucania». «In questi anni - dice Ruocco- l'ente Parco non ha dato risposte all'altezza della situazione, se il futuro sarà come lo scorso quinquennio meglio immaginare altre soluzioni e formule. Noi crediamo che il parco debba essere un attrattore di sviluppo, non un vincolo». Sulla necessità di una svolta concorda il sindaco di Pollica Stefano Pisani: «I prossimi anni rappresentano un passaggio fondamentale per comprendere se il parco può rappresentare un valore aggiunto per il territorio o, semplicemente, ha fallito la sua missione». Da Pisani arriva l'invito a superare le vecchie logiche campanilistiche e, soprattutto, a rivedere l'intera legislazione sui parchi nazionali. «Veniamo da un periodo -prosegue - in cui era prevalente la necessità di preservare il territorio, ora siamo pronti a riappropriarci del nostro destino. È possibile immaginare una fiscalità di vantaggio per le imprese "verdi", un recupero della vocazione agricola anche in chiave di lotta al dissesto idrogeologico e la salvaguardia di servizi essenziali come scuola, trasporti e sanità per impedire lo spopolamento».