Riceviamo e pubblichiamo: Al Sindaco di Roma Capitale On. Ignazio Marino All'Assessore alla Cultura, creatività e promozione artistica All'Assessore al Personale Al Presidente della Commissione Cultura Al Sovrintendente ad interim Alle OO.SS. CGIL CISL UIL Premessa Roma è la città con la più alta concentrazione di beni archeologici, storici, architettonici e archivistici al mondo e conserva una stratificazione di vita ininterrotta che si snoda lungo quasi tre millenni. Dal 1980 è stata dichiarata dall'UNESCO "Patrimonio dell'Umanità". Il patrimonio artistico e monumentale di Roma Capitale è conservato e gestito dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, evoluzione tecnico-amministrativa della Commissione Archeologica Comunale di Roma istituita nel 1872. Nel 1927 il Governatorato di Roma crea la X Ripartizione Antichità e Belle Arti che, divenuta nel 1967 "Sovraintendenza Musei, Gallerie, Monumenti e Scavi", costituisce l'odierna Sovrintendenza Capitolina. Musei, siti archeologici, monumenti, ville e giardini storici, fontane monumentali, beni e complessi architettonici nonché arredi storici dipendono dalla Sovrintendenza Capitolina che ne cura la conservazione e la valorizzazione con personale tecnico-scientifico altamente specializzato. Archeologi, storici dell'arte, architetti ed antropologi, animati da passione e competenza, operano nei musei e sul territorio con grande professionalità e piena conoscenza e consapevolezza dell'oggetto e dell'ambito su cui intervengono. Nella ridefinizione della Macrostruttura di Roma capitale, approvata con Del. G.C. 3842013, permangono contraddizioni, riguardanti il ruolo e le mansioni proprie della Sovrintendenza, che confermano e talora aggravano le alterazioni dei suoi compiti istituzionali già introdotte negli ultimi anni e che si ritiene opportuno segnalare. 1. Valorizzazione del patrimonio. Ai sensi dell'art. 6, comma 1, del "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" (Decreto Legislativo 422004 e s.m.i), e come recentemente ribadito dalla Commissione per le Riforme del MIBAC, la valorizzazione non è uno strumento per ricavare introiti dai beni culturali, bensì "consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale". La valorizzazione, quindi, si configura come compito istituzionale della Sovrintendenza, e pertanto deve essere esercitata dal suo personale tecnico-scientifico di alta professionalità, nel pieno rispetto delle competenze e nella chiarezza dei ruoli. In quest'ottica, dunque, non è accettabile che nella nuova Macrostruttura l'attribuzione dei compiti della valorizzazione sia affidata esclusivamente ad un ufficio amministrativo e non agli uffici tecnico-scientifici e territoriali che ne sono i naturali titolari. 2. Valorizzazione del Personale e delle specifiche competenze. E' necessario stabilire con chiarezza ruoli e funzioni del Personale della Sovrintendenza Capitolina e valorizzare le numerose figure professionali esistenti. E' inoltre necessario ripristinare la qualifica di Dirigente Beni e Attività Culturali separandola da quelle di Dirigente Ambiente e Dirigente Zoologo accorpate impropriamente e senza logica nel profilo professionale di Dirigente Beni Culturali e Ambientali dalla Del. G.C. 1942011. Il Dirigente Beni e Attività Culturali ha, infatti, competenze e professionalità specifiche che richiedono un altrettanto specifico percorso formativo nell'ambito della conoscenza, conservazione, gestione e valorizzazione dei Beni Culturali. Conseguenza diretta di tale confusione di ruoli è stata la recente assegnazione alla Sovrintendenza Capitolina di due nuovi Dirigenti, l'uno Ingegnere Civile l'altro Agronomo, che 2 hanno quindi competenze del tutto diverse da quanto richiesto dalla mission di una Sovrintendenza ai Beni Culturali. Si sottolinea il fatto che, attualmente, la Sovrintendenza Capitolina dispone di un solo Dirigente con titoli e formazione da archeologo e di un solo Dirigente con titoli e formazione da storico dell'arte. Altro profilo è quello dei Dirigenti Tecnici in ruolo alla Sovrintendenza che mettono a frutto le loro competenze nella progettazione e nel restauro del patrimonio architettonico. 3. Rapporti con la Società Zètema. La Società Zètema, nata per l'erogazione di servizi al pubblico nell'ambito dei Musei comunali, si è trasformata nel tempo in un organismo operativo con grande autonomia decisionale, che può contare su ingenti finanziamenti e che svuota la Sovrintendenza sia delle risorse economiche che delle competenze istituzionali. Si è infatti progressivamente scelto, da parte di tutte le Amministrazioni che si sono succedute dal 2000 in poi, di delegare a Zètema sempre più funzioni nel campo delle attività legate alla manutenzione, conservazione, valorizzazione e gestione dei beni culturali di Roma Capitale, sottraendole al controllo diretto della Sovrintendenza e senza l'obbligo di conformare tutte le relative procedure alle regole previste dalle norme sui contratti pubblici. In questo modo vengono meno i fondamentali principi di trasparenza ed economicità che devono informare l'attività della Pubblica Amministrazione. 4. Musei e Monumenti. E' necessario quindi riaffermare la centralità del ruolo della Sovrintendenza in merito alla valorizzazione e alla promozione del circuito museale e monumentale di Roma Capitale, con il duplice obiettivo di avvicinare i Musei e i Monumenti alla cittadinanza e a un pubblico più vasto e di aumentarne i potenziali fruitori, riaffermando la funzione di promozione culturale ed educativa delle istituzioni museali. In parallelo è necessario ripensare radicalmente il Sistema Musei Civici, sia riguardo le tariffe sia riguardo gli orari, nell'ottica di una promozione complessiva che elimini l'anacronistica divisione tra musei maggiori e musei minori, fondata unicamente su criteri di redditività e non su valori culturali. 5. M.A.C.Ro. L'attenzione mediatica prodotta dalle vicende del Museo richiede un rapido superamento dell'attuale situazione di stallo: è necessario mantenere l'autonomia della struttura sia dal punto di vista economico che gestionale, procedere alla nomina in tempi brevi di un Direttore "a pieno titolo" con competenze comprovate nel settore e riaffermare il ruolo centrale del M.A.C.Ro come museo, aperto tuttavia, come da tempo già avviene, a contaminazioni con le diverse forme di espressione e produzione artistica contemporanea. 6. La Macrostruttura. Il nuovo assetto della Macrostruttura non modifica in maniera sostanziale la precedente organizzazione. L'eliminazione della U.O. Intersettoriale, le cui vaste competenze frutto del tentativo operato dalla precedente Amministrazione di accentrare funzioni e competenze al di fuori delle direzioni di area e che attualmente risulta essere priva di dirigente e alle dirette dipendenze del Sovrintendente non sono ancora state ridistribuite in maniera razionale all'interno della nuova struttura, mantenendo così confusioni di ruoli e mansioni. Compaiono evidenti duplicazioni di ruoli (come ad esempio una U.O. per il Museo Civico di Zoologia ed una U.O. per i Musei Scientifici), disparità tra le funzioni dei dirigenti (chi dirige 3 unità di personale e chi 90 unità con un evidente sovraccarico di lavoro). Nella definizione delle Direzioni sono presenti confusioni tra competenze tecniche e competenze amministrative, mentre risulta quanto mai importante una chiarezza assoluta dei ruoli, pur complementari, per una azione corretta ed efficace. 7. Il Sovrintendente. Dal giugno del 2013 la carica di Sovrintendente è stata assegnata ad interim ad un Dirigente interno della Sovrintendenza; successivamente l'interim è stato confermato fino al mese di aprile 2014. La Sovrintendenza ha bisogno di una seria programmazione degli interventi e di una scelta consapevole delle direttrici sulle quali operare: un incarico "provvisorio" non consente l'adozione di scelte strategiche e di ampio respiro per i Beni 3 Culturali romani. Il bando per la scelta del nuovo Sovrintendente, annunciato alla stampa all'inizio di novembre, non è stato ancora pubblicato prolungando la situazione di stallo. È necessario che il nuovo Sovrintendente venga scelto in tempi rapidi e sulla base di un curriculum che attesti competenze scientifiche e gestionali nei diversi settori di attività della Sovrintendenza. Pertanto i lavoratori della Sovrintendenza ai Beni Culturali chiedono: 1. Attribuzione di mansioni nel rispetto delle qualifiche professionali e organizzazione della Macrostruttura sulla base delle competenze e delle reali funzioni della Sovrintendenza; 2. Ripristino del profilo professionale di Dirigente Beni e Attività Culturali riservato a figure in possesso di titoli di studio ed esperienze professionali attinenti le mansioni di conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio; 3. Immissione nei ruoli della Sovrintendenza di personale con la qualifica di Dirigente Beni e Attività Culturali e formazione adeguata, preferibilmente mediante scorrimento delle vecchie graduatorie o attraverso l'indizione di nuovi concorsi, in modo da disporre di personale in grado di adempiere con competenza alle complesse funzioni assegnate; 4. Chiarezza di ruolo della Società Zetema, quale appaltatrice di servizi, riportando ogni funzione decisionale e di programmazione in capo a Roma Capitale; 5. Ridefinizione dei ruoli dei musei e individuazione di forme di promozione e valorizzazione dei musei cosiddetti "minori"; 6. Chiarezza sulla governance del MACRO; 7. Nomina in tempi brevi di un Sovrintendente con formazione ed esperienze adeguate al complesso e strategico ruolo che dovrà ricoprire. 1 allegato di 6 fogli contenente le firme dei lavoratori della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali [omissis]