Elena Franchi già presidente dell'Associazione Società dei Concerti di Brescia Sono passati davvero molti anni (forse venti?), ma ricordo una piacevole discussione con Ugo Calzoni guidata dall'indimenticabile Roberto Montagnoli: mi chiedeva di occuparmi di un certo organo, ma non ricordo esattamente quale, il tempo se n'è mangiata memoria. Mi pare di aver allora risposto positivamente, nel senso che ben volentieri lo avrei fatto per AB, Atlante bresciano , ma che la persona più indicata era certamente il grande editore e musicista Giuseppe Scarpat, amico di mio padre ma che io ben conoscevo in quanto era stato anche Presidente del Conservatorio. Purtroppo di lì a poco venne a mancare proprio il caro Roberto Montagnoli e così finimmo col disperderci, ciascuno all'inseguimento delle proprie occupazioni e non avemmo più occasione di parlarne. Voglio tuttavia credere che, nel frattempo, l'organo menzionato allora e che mi farebbe piacere ricostruire quale fosse , sia stato restaurato a dovere e sia di vanto per tutta la comunità a cui realmente appartiene. A questo proposito, un bellissimo lavoro di importante catalogazione e ricostruzione storica di tutti gli organi di Brescia e provincia è stato fatto negli ultimi anni dall'amico e grande appassionato Flavio Dassenno. La sua fatica (che si avvale anche di materiali precedenti e della collaborazione della Diocesi) lo ha portato a schedare 446 organi. Un numero davvero considerevole che fa riflettere assai sull'importanza della musica strumentale a Brescia e sull'arte organaria in generale. Il censimento è visibile anche dal sito amatoriale www.organibresciani.it ed è davvero prezioso. La salvaguardia di tanto importante patrimonio storico non soltanto consente di valorizzare strumenti spesso molto belli e molto complessi, ma anche rendere il dovuto omaggio al territorio stesso che, quanto a cembali, organi e violini, non fu certamente minore a nessuno soprattutto se si pensa che gli Antegnati, per citare la dinastia più celebre e la più antica, furono attivi dalla metà del '400 ai primi anni del '700, lasciando testimonianze in tutta la regione. Spero perciò che l'organo in questione sia possibile trovarlo menzionato nel censimento del Prof. Dassenno e che, per rimediare al colpevole silenzio ventennale, sia possibile organizzare al più presto un bel concerto in loco.