Sono stati ripuliti e, nella maggior parte dei casi, sottoposti a consolidamento con ago e filo. Sono 10 arazzi, tra i più pregiati della collezione medicea che, dopo 27 anni di restauro, sono pronti per essere esposti, non si sa ancora se nel Salone dei Dugento o in un museo del Polo (c'è un braccio di ferro in corso tra le due istituzioni per la destinazione finale delle opere), dopo aver ritrovato l'antico splendore. Non di un restauro qualunque si tratta, condotto tra l'altro contestualmente a quello di altri dieci opere della stessa collezione a Roma, ma di un intervento straordinario che ha visto convergere il sostegno economico dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e del Ministero dei Beni Culturali. Un percorso di recupero che ha dato vita a una pubblicazione intitolata «Gli arazzi con Storie di Giuseppe ebreo per Cosimo I dei Medici» curata da Clarice Innocenti e edita da Polistampa e che sarà presentata martedì al Salone dei Dugento. La serie dei venti arazzi, (10 qui e dieci a Roma) fu commissionata nel 1545 da Cosimo I alla Manifattura medicea di arazzi ed è realizzata a partire da disegni di Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo, Francesco Salviati. A curare e coordinare i restauri dei dieci fiorentini, la stessa Clarice Innocenti con la collaborazione di Gianna Bacci per l'Opificio delle Pietre dure.