Il capoluogo siciliano ha ufficializzato la candidatura e il relativo itinerario ideato insieme agli altri due comuni San Giovanni degli Eremiti accanto alla grande barriera corallina, la Zisa a fianco della Muraglia cinese, la Cuba insieme al Palazzo di Versailles. È quanto potrebbe accadere se l'Unesco accettasse di inserire nella sua prestigiosa World Heritage List, l'elenco dei siti Patrimonio dell'umanità, anche la Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Il capoluogo siciliano ha ufficializzato con una delibera di giunta la candidatura e il relativo itinerario ideato insieme agli altri due comuni attraverso un apposito protocollo d'intesa. PATRIMONIO UNESCO - Il patrimonio Unesco ha collezionato finora 981 siti (759 culturali, 193 naturali e 29 misti) sparsi in 160 nazioni del mondo. L'Italia è in testa con 49 siti (45 culturali e 4 naturali, tra i quali anche l'Etna, insignito del riconoscimento giusto a maggio). In Sicilia ne fanno già parte la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, l'area archeologica di Agrigento, le Eolie, Caltagirone, Catania, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Scicli, Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica, il Teatro dei Pupi siciliani e, come detto, l'Etna. Ricevere una simile onorificenza, tra l'altro, non significa soltanto dare lustro a una città ma poter accedere a tutta una serie di finanziamenti che l'Onu e l'Unione Europea mettono a disposizione se gli enti gestori si mostrano capaci di creare eventi e manifestazioni che esaltano i siti premiati, magari coinvolgendo associazioni e organizzazioni turistiche, agricole e ambientali. Basti pensare, per fare un esempio, che nel 2011 le Dolomiti hanno incassato cinque milioni di euro per la promozione dell'attività turistica. PROTOCOLLO - A questo puntavano principalmente i tre comuni quando si sono seduti attorno a un tavolo per la stipula di un protocollo al quale hanno concorso anche il Ministero dell'Interno e quello dei Beni Culturali, Regione e Ars, le fondazioni Sicilia e Federico II, le arcidiocesi di Palermo, Monreale e Cefalù, finanche l'eparchia di Piana degli Albanesi. Nell'itinerario elaborato dalle tre amministrazioni ci sono le rispettive cattedrali con i chiostri alle quali si aggiungono, nel capoluogo, la Cappella Palatina, Palazzo Reale, la Zisa, la Cuba, il Ponte dell'Ammiraglio, le chiese di san Giovanni degli Eremiti, Santa Maria dell'Ammiraglio e San Cataldo. Il tavolo interistituzionale ha previsto inoltre l'istituzione di una cabina di pilotaggio e di una struttura operativa per la gestione del sito seriale secondo i rigidi criteri di cura e conservazione dei beni previsti dall'Unesco. Saranno gli stessi siti candidati a finanziare l'organismo con un contributo di 30 centesimi a biglietto, al quale si sommerà uno stanziamento di ulteriori 30 centesimi ad abitante da parte delle tre amministrazioni.