Tra Pinault e il Casinò si complica l'affare per Palazzo Grassi e per questo i vertici della casa da gioco con l'avvocato Frau, che segue la parte legale della vicenda, ma anche con il presidente Giorgio Piantini e, pare, lo stesso consigliere Adriana Vigneri (area Ds) sono in partenza per Parigi. Lo scopo della missione è quello di trattare direttamente con l'imprenditore francese e i suoi legali e vedere di concludere la trattativa nei tempi brevi, consentendo al sindaco Paolo Costa di rispettare l'impegno preso: quello di lasciare al suo successore una casa da gioco già sgravata economicamente dal peso della maggioranza della Palazzo Grassi spa. Impegno sempre più difficile, visto che è slittato proprio perché il quadro della trattativa non è chiaro anche il Consiglio di amministrazione del Casinò già previsto per ieri e i tempi tecnici, statuto alla mano, fanno prevedere che dell'affare Palazzo Grassi e della sua conclusione dovranno comunque occuparsi Felice Casson o Massimo Cacciari, in base all'esito del ballottaggio. C'è da dire inoltre, che mentre la collezione d'arte di Guido Angelo Terruzzi è stata in pratica rispedita al mittente sciogliendo la trattativa con il collezionista e finanziere lombardo quella di arte contemporanea di Pinault rischia di non essere disponibile, se come sembra è bloccata all'interno della complessa vicenda finanziaria e legale che riguarda l'acquisto dal Credit Lyonnais della società assicuratrice americana Executive Life, di cui riferiamo a parte. A rischio, in questo caso, sarebbe anche la mostra basata sul meglio della collezione Pinault con cui si voleva riaprire Palazzo Grassi a giugno, in occasione della Biennale Arti Visive. Intanto l'ex ministro della Cultura francese Jean-Jacques Aillagon, consulente artistico di Pinault e direttore artistico in pectore del nuovo Palazzo Grassi è stato appena nominato presidente del canale televisivo pubblico francese Tv5. Un incarico ha assicurato - che non pregiudicherebbe però il suo arrivo a Palazzo Grassi, «una missione intellettuale che intendo effettivamente conservare». Mentre Terruzzi resta comunque in attesa degli eventi pronto a rientrare sulla scena veneziana se i nuovi amministratori della città glielo chiederanno la trattativa con Pinault sembra farsi dunque piuttosto complicata. Sulla carta c'è l'impegno ad acquistare per 30 milioni di euro la Palazzo Grassi spa lasciando poi il 20 per cento della società al Comune e a pagare il 95 per cento delle spese di gestione (calcolate in tutto in circa un milione e 200 mila euro annui), in cambio anche della disponibilità per sessant'anni del teatrino di Palazzo Grassi, da trasformare in show-room per i suoi marchi di moda (da Gucci a Saint-Laurent) oltre che in spazio espositivo e della possibilità di "passare" dopo questo arco di tempo lo stesso palazzo di San Samuele alla città. Nessuno, però, ha ancora visto nulla di tutto ciò, dato che il Casinò tratta la questione come fosse la Mediobanca del "mitico" Enrico Cuccia e non una società pubblica a capitale comunale, che per acquistare il 51 per cento di Palazzo Grassi, si è indebitata per circa 15 milioni di euro. Urgono risposte chiare dopo le infinite cortine fumogene.