UN ALBERGO-resort nello stile dei paradores spagnoli, botteghe artistiche e artigiane e spazi didattici e museali a Forte Begato, collegato con un piccolo bus alla stazione del metrò di Dinegro in 14 minuti. Informazioni naturalistiche, noleggio di mountain bike e punto di partenza di passeggiate a cavallo a Forte Sperone: con la salita mozzafiato al punto più alto, per un panorama unico. Un luogo di sostae alloggio per escursionisti e gruppi, in collegamento con i sentieri dell'Alta Via, per Forte Puin. Per la cinta dei forti di Genova c'è, finalmente, un futuro. Museo all'aperto, luogo di svago naturalistico, albergo di charme e d'arte: e più a ponente, Forte Belvedere, Forte Crocetta e Forte Tenaglia come sedi di associazioni, punti di incontro e di animazione, ma anche a fini agricoli. Non saranno tutti i 19 chilometri della cinta muraria genovese nel suo momento di massimo splendore ma il federalismo demaniale può essere - finalmente - la chiave di volta del riassetto definitivo del sistema dei forti genovesi. Per la prima volta non più presi singolarmente, con gli sprechi e i ritardi registrati troppe volte (il Begato, ristrutturato negli anni '90 e poi di fatto abbandonato, ne è l'esempio più eclatante) ma in un contesto unico, che entro l'anno potrebbe decollare con le prime acquisizioni. Totalmente gratuite, così come prevede il progetto di dismissione dei beni demaniali militari e civili. Un progetto che coinvolge il Comune che ne sarà regista, ma in primo luogo l'Agenzia del Demanio, attuale proprietaria, e la Soprintendenza ai beni culturali e artistici. «Si tratta di ridare vita a quella V rovesciata, con il vertice allo Sperone, che disegna il sistema delle fortificazioni. Con un collegamento con quanto si sta già facendo in Francia per il recupero delle fortezze storiche, patrimonio dell'Unesco» spiega Roberto Tedeschi, direttore del patrimonio in Comune e coordinatore del progetto, di cui è responsabile Anna Iole Corsi, che dirige l'ufficio progetti speciali. Ironie della storia: la flotta del Re Sole bombardò la cinta muraria della repubblica nel 1684, l'architetto Vauban, maresciallo di Francia, studiò la realizzazione dei forti sul modello di quelli esistenti oltralpe. Da dove, ora, parte la collaborazione per il recupero. Quello che diventerebbe il terzo e conclusivo elemento di rilancio turistico-culturale, dopo il Porto Antico e i palazzi dei Rolli. Un progetto che, ovviamente, durerà anni. Ma ora è fondamentale iniziare, visto che non c'è più l'alibi di non poter lavorare su strutture di proprietà militare o comunque statale. «Partiamo dall'idea di un turismo culturale, da agevolare anche con un sistema di mezzi pubblici a cui stiamo già lavorando, da unire a quello di tipo naturalistico, considerato che i forti sorgono in un'area parco, a forte fruizione da parte dei genovesi» precisa l'architetto Corsi. E nel progetto complessivo un discorso a sé lo merita il Begato: che è già stato selezionato - in una short list di quattro - nel bando valore paese, che prevede appunto la trasformazione di edifici storici in hotel o comunque strutture alberghiere di charme. «Aspettiamo di avere il via libera, poi una volta che ne avremo il possesso, lo metteremo a gara» dicono Tedeschi e Corsi. L'ipotesi è di realizzare nei locali della foresteria - già ristrutturati - un albergo, ma anche un centro per ricevimenti, mentre la parte inferiore sarebbe il luogo dove trovino spazio botteghe di artigianato e arte, oltre ad una consistente sezione del museo all'aperto che illustri la storia dei forti. E il Begato sarebbe la prima tappa di un percorso di trasporto che con un minibus raggiungerebbe la stazione della funicolare del Righi, passando attraverso lo Sperone, per il quale si prevede una ristrutturazione della parte frontale. Ma quanto costa questo progetto?I primi interventi non dovrebbero superare i 5-6 milioni di euro: minimo sotto il profilo economico l'impegno del Comune, che si assumerebbe il riordino del verde nell'area del parco e il sistema di cartelli indicativi ed esplicativi. Peraltro, le strade militari di accesso ai forti fanno già parte del blocco di beni demaniali già richiesti da Tursi all'Agenzia del Demanio. Entro poche settimane una riunione definitiva, presente il sindaco, dovrebbe licenziare i progetti e dare il via all'iter di passaggio di proprietà tra Demanioe Comune. Poi, si può passare ai bandi di gara. ma già quest'estate si potrebbe salire in bus sulla strada dei Forti.