Passa la linea Daldoss. Toffolon: serve trasparenza TRENTO Disco verde dei Comuni alla decisione dell'assessore all'urbanistica e agli enti locali, Carlo Daldoss, di introdurre nella prossima legge finanziaria una norma che riduca da tre a due le adozioni necessarie all'approvazione dei piani regolatori. «Si va nella direzione della semplificazione che avevamo richiesto», dice Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle autonomie. Positivo anche il giudizio di Paolo Biasioli, assessore all'urbanistica del Comune di Trento, che annuncia altre novità nel settore: «Stiamo lavorando nel Consiglio delle autonomie per semplificare ulteriormente le norme: se dopo una adozione non vengono presentate osservazioni da parte della Provincia e dei privati, non ha senso che il Consiglio comunale si pronunci un'altra volta». Più larga la visione di Beppo Toffolon (Italia nostra): «Vanno garantite trasparenza e partecipazione fin dal periodo precedente la prima adozione». TRENTO I Comuni trentini promuovono l'eliminazione della terza adozione per i piani regolatori annunciata dall'assessore provinciale all'urbanistica, Carlo Daldoss. Ma i municipi sono pronti a rilanciare anche sul versante della semplificazione per ridurre ulteriormente i tempi. Il provvedimento Nella prossima legge finanziaria provinciale, che andrà in aula entro la prima settimana di aprile, Piazza Dante intende dare «un segnale forte sul versante della semplificazione nel settore dell'urbanistica», dice Daldoss (Corriere del Trentino di ieri). I piani regolatori, che oggi vengono adottati con tre passaggi, saranno approvati definitivamente dopo due: sarà introdotta la possibilità per i Comuni di avere un confronto preventivo con gli uffici provinciali per individuare i nodi principali prima della prima adozione da parte del Consiglio, poi l'assemblea voterà il prg e aprirà i termini per le osservazioni della Provincia e dei privati. Il Comune deciderà quali osservazioni fare proprie e quali no, quindi approverà definitivamente il piano regolatore. Attualmente, invece, c'è un'ulteriore finestra temporale per presentare le osservazioni sulle modifiche intervenute con la seconda adozione. Daldoss ha annunciato che in finanziaria si introdurrà anche una «semplificazione dell'iter dei piani territoriali di comunità». I municipi «Tutto ciò che porta a semplificare le procedure ci trova d'accordo. È stata una delle nostre richieste alla Provincia», dice Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle autonomie e sindaco di Varena. «L'iter con due sole adozioni aggiunge consente a tutti di accedere a un percorso partecipato, ma anche di evitare tempi troppo lunghi». Per arrivare a una semplificazione effettiva dei procedimenti urbanistici, però, Daldoss ha chiamato in causa gli stessi Comuni a cui ha chiesto di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità nel decidere volta per volta sulle pratiche, senza rimandare a ulteriori pareri o al giudizio di altri uffici. «L'assessore dice Gianmoena vuole arrivare a una normativa meno specifica. Con regole meno puntuali ci sarà più discrezionalità e sono sicuro che nessuno, nei Comuni, si sottrarrà alla propria responsabilità». Palazzo Thun Paolo Biasioli, vicesindaco di Trento e assessore all'urbanistica, fa un passo in più. «All'interno del gruppo di lavoro guidato da Alessandro Andreatta, assessore all'urbanistica in seno al Consiglio delle autonomie, stiamo elaborando altre proposte per semplificare maggiormente il quadro. Una riguarda le varianti puntuali: se non ci sono osservazioni da parte di Provincia e privati, è assurdo che il Comune debba procedere a un'altra approvazione del piano in Consiglio». Un altro obiettivo è arrivare a un regolamento edilizio unico per tutti i Comuni del Trentino. «Le responsabilità dei funzionari? Occorre più buon senso: se la legge non prevede una fattispecie, non si può bocciare una domanda. Allo stesso tempo vanno evitate le furbate». Nel Comune di Trento, il municipio con maggiore mole di lavoro in Trentinio, gli uffici «stanno recuperando tempo dice Biasioli Meno passaggi implicano meno controlli sulle pratiche e maggiore responsabilizzazione dei tecnici». L'ultima variante generale comunale è del 2004, ed è stata approvata quattro anni dopo. «Entro la fine di questa legislatura spiega il vicesindaco vorremmo preparare almeno una variante per le aree agricole e industriali, per poi approvarla dopo le elezioni comunali del 2015». Potrebbe essere la prima variante approvata con le nuove regole provinciali.