VENEZIA Contorta Sant'Angelo, il comitato No grandi navi ricorre a Bruxelles. La battaglia contro lo scavo di un nuovo canale in laguna approda alla Commissione europea. A dicembre si era mossa la politica, con interrogazioni e mozioni in Senato di Pd e M5S. E ieri è partito l'attacco dei No Nav, che insieme al Gruppo ecologista di intervento giuridico hanno inviato un ricorso per imporre al governo di rispettare le normative ambientali. Il documento è stato spedito anche al ministero dell'Ambiente, alla Direzione ministeriale della Valutazione ambientale, al Magistrato alle acque, alla Regione, all'Autorità portuale, al Comune, alla Direzione regionale e al Ministero per i beni culturali e anche alla Procura della repubblica. Gli ambientalisti vogliono impedire che lo scavo del Contorta sia inserito nella legge obiettivo, evitando così le procedure di valutazione ambientale strategica e di valutazione di impatto ambientale. «Tutti gli scenari possibili, quelli oggi sul tappeto e quelli comunque ipotizzabili per risolvere il problema del crocierismo - dice il Comitato - vanno confrontati in sede di Vas». Trasloco a Marghera, passaggio per il retro-Giudecca e realizzazione di un terminal alla bocca di porto del Lido dovrebbero dunque avere la stessa priorità del Contorta. «Non si sa bene in base a quali criteri si sia ritenuto il progetto più maturo degli altri a Roma», aggiunge il Comitato per cui la soluzione migliore per la laguna è l'estromissione totale, la cosiddetta «opzione zero» delle navi da crociera. Il progetto, un mix dell'ipotesi dell'onorevole Cesare De Piccoli di creare un terminal a Punta Sabbioni e del progetto del M5S di sistemare ormeggi vicino all'isola artificiale del Mose, non imporrebbe uno stop alle grandi navi ma una delocalizzazione offshore, ossia fuori dalla laguna veneziana. «Tutti gli scenari che prevedono il mantenimento delle navi a Venezia sono inaccettabili - sottolinea il Comitato - in una Vas condotta correttamente, le obiettive criticità del modello crocieristico imporrebbero di estromettere le navi incompatibili». Ed è proprio con questo obiettivo che gli ambientalisti si rivolgono a Bruxelles. Il ricorso ripercorre tutte le tappe, dal decreto Clini-Passera che vieta il passaggio di navi con stazza superiore alle 40 mila tonnellate alle riunioni romane fino all'ordinanza che introduce limiti nel passaggio di crociere e l'avvio degli studi sul progetto dell'Autorità portuale per allontanare le crociere da San Marco. Inoltre, si segnalano le normative per la salvaguardia della laguna. «Tanto si porta a conoscenza della Commissione europea affinchè possa valutare - si legge nel ricorso - l'eventuale ulteriore sussistenza di violazioni della normativa comunitaria in materia di valutazione ambientale strategica». A Roma intanto i senatori del Pd e del M5S hanno sollecitato la discussione in aula delle interrogazioni sul Contorta. Da Venezia invece è partita una lettera del presidente dell'Autorità portuale, Paolo Costa, che accusa i senatori di essersi schierati contro lo scavo senza avere sufficienti informazioni.