L'assessore Miraglia: ma ora spazio ai privati NAPOLI Passato e futuro. Il progetto per recuperare e rilanciare la Fondazione MondragoneMuseo della Moda sta prendendo forma. C'è una cordata di imprenditori pronta ad impegnarsi per salvare il sito. Ma occorre guardare i libri contabili e valutare le scelte fatte. Viene fuori così che la gestione operata in passato è legata anche alla dismissione di una serie di beni immobili che facevano parte del patrimonio legato al lascito di Elena Aldobrandini, che fondò nel 1655 nell'attuale sede del museo un ritiro per donne in difficoltà. Di notevole peso l'eredità della nobildonna, consorte di Antonio Carafa duca di Mondragone, legata al palazzo della Fondazione. E di questo patrimonio alcuni beni collaterali sono stati alienati per finanziare le belle mostre legate ai primi anni di attività del museo della moda. Insomma la struttura non è mai riuscita ad autofinanziarsi, né a creare un indotto interessante, né ad andare avanti con i soli finanziamenti pubblici o con i redditi derivati dai beni disponibili. «Conosco la storia - spiega l'assessore alla Cultura, Caterina Miraglia -. È una vicenda nota, ma non voglio commentarla prima di aver raddrizzato il timone. Intendiamoci: anche noi abbiamo i ritardi, ma l'interesse mostrato dai privati per questo sito mi pare una opportunità da non perdere. Senza alterare la fisiologia della Fondazione si potrebbe davvero operare un bel rilancio». Sono diverse le ipotesi possibili. «Devo sentire gli uffici e avviare le procedure. Ma penso - aggiunge - ad un Ente di alta formazione, per dirne una. Mi servono venti o trenta giorni e poi, progetto alla mano, partiamo». Sono tre i punti fermi. Il primo riguarda il salvataggio dei posti di lavoro e gli stipendi. Il secondo una «complicità trasparente», la definisce la Miraglia: un buon meccanismo di accordi pubblicoprivato. Il terzo la gestione. «Decide chi mette i capitali - garantisce l'assessore -. Occorrono competenze e professionalità». La più recente collaborazione fra pubblico e privato riguarda l'allestimento del cartellone estivo del San Carlo, un progetto sostenuto dal Banco di Napoli e «benedetto» dalla Regione. «Ecco - dice Miraglia - non mi sono certo occupata del cartellone. La Regione ha solo un ruolo politico. Ad altri le scelte tecniche».