I Grandi amanti nel cortile della Galleria d'Arte Bergamo custodisce numerose opere di Giacomo Manzù. Tra le più conosciute, c'è il monumento Alla Resistenza , in piazza Matteotti: attualmente è nascosto da pannelli perché è in fase di restauro (pagato da uno sponsor, la Lovato Electric) e dovrebbe essere riconsegnato alla città tra pochi mesi. L'obiettivo del Comune è mostrarlo rinnovato il 25 Aprile, nello stesso giorno che l'artista aveva scelto per donarlo alla città, nel 1977. Altre opere dell'artista sono conservate alla Gamec: fanno parte della Collezione Manzù, donata dallo scultore all'inizio degli anni Ottanta e a cui è dedicata una sala. «La collezione dice Maria Cristina Rodeschini, direttore della divisione Accademia Carrara-Gamec è composta da dieci sculture, quattro disegni, un erbario (che comprende 30 disegni), quattro incisioni, sette dipinti e due medaglie. Tra le opere più significative conservate alla Gamec, c'è il Busto di Pio , di proprietà della Banca Popolare di Bergamo, ma depositato perennemente alla Gamec. Un'opera importante è anche Giulia e Mileto in carrozza , in bronzo, che è posta nella corte interna della Gamec e dedicata ai figli dell'artista, nati dall'unione con Inge Schabel». Nel cortile della Galleria d'Arte c'è anche l'opera Grandi Amanti , in marmo bianco di Carrara. Quattro opere sono state invece acquistate dalla Provincia nel 2002, in occasione dei dieci anni dalla morte di Giacomo Manzù: sono le statue Testa di giapponese , Donna che guarda , Tebe distesa nell'ovale e Caravaggio . Altre opere di Manzù sono custodite nei musei d'Italia e del mondo e pure da collezionisti privati. Per esempio, tra le sculture, c'è Filemone e Bauci , che fa parte della Collezione Pinacoteca di Brera, a Milano. Il Ritratto della moglie è invece un'opera della Collezione Palazzo del Quirinale, mentre la Porta dell'Amore , in bronzo, fa parte del Duomo di Salisburgo. Porta della Morte è invece un particolare della basilica di San Pietro, nella Città del Vaticano. S.S.