Il «soggetto unico della cultura» salta un giro. O meglio, viene «commissariato» dal Consiglio comunale che, al termine della relazione dell'assessore Sergio Givone, vota all'unanimità una mozione di Valdo Spini (all'opposizione in Palazzo Vecchio) in cui si chiede che quando e se arriverà una delibera che sceglierà tra le tre ipotesi che ancora stanno sul tavolo (gestione diretta, «riqualificazione» di un soggetto esistente o esternalizzazione) di tutti i servizi ed eventi legati alla cultura, questa dovrà prima passare da un confronto in Commissione cultura, lavoro, entrambe aperte ai capigruppo. Ma lo «stop» è arrivato prima, durante la riunione del gruppo Pd. Givone era arrivato per anticipare la propria relazione su questa idea «proposta dal sindaco Matteo Renzi», ma si è trovato un fuoco di fila di critiche. Tecniche, come quelle arrivate da Tea Albini, ma anche politiche: come si può proporre di esternalizzare servizi a pochi mesi dalla campagna elettorale? Alla fine, in Consiglio comunale, persino Michele Pierguidi (Pd) definisce quella di Givone una «comunicazione acerba», la delibera è «meglio farla fare alla prossima giunta». Givone aveva ribadito che comunque ci sarà un processo «in casa, ovvero con la riorganizzazione delle attività e dei servizi culturali che attualmente sono gestiti in forma diretta dal Comune (archivi, musei, biblioteche)». E che all'inizio sarà gestito internamente, con una «cabina di regia» per il resto. Ma chi gestirà il Nuovo Teatro dell'Opera? Per il momento, il Comune.