Giuliano Pisani, filologo classico, storico dell'arte e presidente della Commissione Cultura del Comune di Padova, ha molto studiato il Giotto «padovano» a cui ha dedicato anche il libro I volti segreti di Giotto. Le rivelazioni della Cappella degli Scrovegni (Rizzoli). Il 25 e 26 marzo a Padova si terrà il convegno «Il messaggio di Giotto». Interverrà? «Non sono stato invitato e poi mi verrebbe da completare il titolo con una battuta: "Aiuto!"» Perché? «Perché credo sia doveroso allargare il vincolo di tutela. Sono fiero che il Consiglio Comunale su mia sollecitazione abbia fatto studiare la situazione idrogeologica del sito su cui da 800 anni insiste l'edificio. Ma ci sono altri aspetti da studiare, come le fondazioni dell'abside, mai esplorate. Spero quindi che il convegno sia un confronto tra tecnici». In poche parole, perché questo monumento è così importante nella storia dell'arte? «La Cappella degli Scrovegni segna uno stacco netto rispetto alla tradizione pittorica precedente e un balzo in avanti di 100 anni: introduce nell'arte il realismo, l'emozione, la pateticità. Porta il divino su un piano umano. Giotto ha insegnato all'Europa a scolpire il colore, qui troviamo il senso della luce. Guardi i bambini: di fronte a queste immagini avvertono il meraviglioso». Che risposta hanno avuto le sue intuizioni? «Dopo le prime ovvie reticenze degli accademici che mal sopportano le scoperte di chi non è titolato, sono arrivate le conferme che avevo visto giusto. La mia analisi in loco supportata da foto storiche del 1920 e da studi teologici, mi fa dire che Giotto non dipinse la Cappella di Enrico Scrovegni seguendo le richieste del committente, come in parte si pensava, ma un rigoroso impianto teologico di matrice agostiniana. Ne fu ispirato dall'eremita agostiniano Alberto da Padova (più giovane di lui di due anni), che insegnò teologia a Bologna e poi alla Sorbonne». Lei ha anche scoperto due nuove figure sotto il trono del Cristo giudice «Si è sempre creduto fossero il toro e l'aquila, simboli di San Luca e San Giovanni: invece sono un centauro e un'orsa con un luccio. L'orsa è la Chiesa che salva le creature dal mare del peccato; il centauro è il mitico Chirone ferito a morte dalla freccia di Eracle e obbligato da Giove a cedere l'immortalità a Prometeo. Chirone rappresenta Cristo secondo una simbologia presente anche nell'arte romanica».
Scrovegni. Pisani: Quei simboli hanno rivoluzionato la pittura del '300
Il filologo classico Giuliano Pisani ha detto che la Cappella degli Scrovegni di Giotto è un monumento importante nella storia dell'arte perché introduce il realismo, l'emozione e la pateticità nell'arte. Ha anche scoperto che Giotto non dipinse la Cappella seguendo le richieste del committente, ma un impianto teologico di matrice agostiniana. Il convegno "Il messaggio di Giotto. Interverrà?" si terrà a Padova e sarà un confronto tra tecnici. Pisani spera che il convegno sia un'opportunità per studiare la situazione idrogeologica del sito e le fondazioni dell'abside.
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