Bray scrive a de Magistris: una situazione di grande difficoltà, i miei uffici dovranno avviare le procedure per porre rimedio NAPOLI «Per la mancata adesione al procedimento di risanamento e per la conseguente mancata percezione dei relativi contributi economici straordinari si profila una condizione di grande difficoltà gestionale, che pregiudicherà a breve la normale operatività della Fondazione e la fisiologica prosecuzione della sua attività». In questo «non facile contesto i miei uffici dovranno avviare comunque le procedure di legge dirette ad apprestare i rimedi previsti per tali evenienze». Massimo Bray, ministro dei Beni culturali e Turismo, ha scritto al sindaco di Napoli e presidente del San Carlo Luigi de Magistris. Annunciando, nei fatti, l'inizio dell'iter per il commissariamento del Teatro (probabilmente ad acta. Nella lettera, l'esponente del governo Letta ha ricordato al primo cittadino che è stato violato il principio normativo di rispetto all'adesione al decreto Cultura e ribadito che, con le dimissioni di cinque consiglieri su sei, nonché con la mancata approvazione del bilancio preventivo 2014 necessario per accedere ai finanziamenti statali a valere sul Fondo Unico per lo Spettacolo, al ministero, sempre secondo legge, non resta altra strada che quella dell'intervento diretto (probabilmente con un commissario ad acta). Poi, la richiesta al sindaco di proporre lui, in tempi brevissimi, «soluzioni operative per evitare l'aggravrarsi della situazione di crisi» che il dicastero stesso esaminerà. De Magistris, però, non cambia rotta. E anzi stasera, alla prima del "Barbiere di Siviglia", ci sarà. Una presenza, quella dell'ex pm che non sarà affiancato dal governatore Caldoro né dal vicepresidente Maddaloni, che sa di sfida. Una sfida a chi, ovviamente, non la pensa come lui sull'adesione al decreto Cultura. E non solo. Perché de Magistris si dice convinto che «il teatro è salvo», visto che il Comune «ha conferito beni immobili per 40 milioni». Sarà. Di sicuro, gli immobili potenzialmente trasferibili sono stati individuati, ma certo non si sono trasformati in moneta contante, quella che eventualmente serve al San Carlo. «Spero ha detto de Magistris di rientrare in tempo da Roma, ma farò di tutto per esserci». Una presenza per dire alle maestranze e ai lavoratori tutti che «non molleremo fino a quando il teatro non verrà messo in sicurezza e serenità. Dobbiamo far capire a tutti ha aggiunto il presidente della Fondazione San Carlo che non stiamo portando avanti una battaglia elitaria, che non è uno scontro tra istituzioni, ma che sono in gioco opzioni culturali e strategiche importanti, che è una battaglia di dignità». De Magistris ha evidenziato come la lotta dei lavoratori del San Carlo sia una battaglia «nazionale e internazionale perché la cultura non si può espropriare, commissariare o mettere sotto tutela». Stasera, quindi, le maestranze del San Carlo potrebbero leggere un documento, poco prima dell'inizio del Barbiere di Siviglia, per sottolineare alcuni punti. Tra i quali, ribadire la solidarietà al sindaco-presidente della Fondazione, Luigi de Magistris, individuato come «l'unico» sostenitore del principio di rilancio culturale e professionale delle maestranze tecniche e artistiche del Teatro. Nel documento non dovrebbero mancare critiche per il resto della classe dirigente del San Carlo. Da quanto emerge, i lavoratori denunceranno anche l'abbandono da parte delle istituzioni locali e dei consiglieri di amministrazione con 5 consiglieri su 7 che si sono dimessi. Le maestranze, che ieri hanno incontrato de Magistris, dovrebbero chiedere infine la ricostituzione del cda a fronte di dimissioni ritenute non legittime in quanto motivate non da gravi mancanze ma da semplici divergenze. In giornata de Magistris dovrebbe incontrare a Roma Salvatore Nastasi, ex commissario del San Carlo e direttore generale del Mibac con delega ai teatri. Proprio Nastasi sarebbe colui che sceglierà anche l'eventuale nuovo commissario (sempre più vicino), che formalmente indicherà il ministro, ovvio. Ipotesi contro la quale il sindaco si è però schierato apertamente, tanto che in giornata nominerà anche il sostituto di Patroni Griffi nomina di competenza comunale che si è dimesso dal Cda insieme a tutti gli altri. «Ritengo che non ci sia stata alcuna violazione di legge», ha poi detto de Magistris in relazione alla motivazione che il presidente della Regione Stefano Caldoro ha riferito al ministro Bray nella lettera con cui ha presentato le sue dimissioni dal Cda del San Carlo. «È paradossale, perché qualora Caldoro avesse ritenuto che si doveva per forza aderire alla legge e non vi fossero alternative, era dovere di chi sostiene tale tesi, portarla a compi mento invece proprio le dimissioni di Caldoro e degli altri tre componenti hanno causato l'impossibilità di aderire perché entro la mezzanotte si sarebbe dovuto inviare il piano». Secondo il sindaco, il tema della violazione di legge «è argomento che è stato strumentalmente utilizzato per poi creare evidentemente le condizioni perché il Cda non potesse ordinariamente funzionare e ha aggiunto probabilmente creare le condizioni per altri interventi anche se Caldoro mi ha detto che non avrebbe chiesto il commissariamento». De Magistris ha tuttavia sottolineato che se Caldoro avesse ravvisato che era in atto una violazione di legge, aveva «il dovere istituzionale e morale di far si che non fosse perpetrata garantendo, con gli altri soci, il numero legale del Cda per votare l'adesione da loro sostenuta come necessaria». Dalla Regione Campania trapela invece grande malumore per le cifre diffuse dal sindaco relative ai versamenti non fatti alla Fondazione. Il sindaco ha parlato di 13 milioni che la regioe deve ignorando, questo spiegano da Palazzo San Lucia, quanto fatt finora dall'ente regionale ched, nell'utimo anno e mezzo, ha versato circa 50 milioni alla Fondazione tramite varie fonti di finanziamento. Parole che dall'entourage di Caldoro definsicono «ingenerose» sopratutto se paragonate a quanto in altre città, proprio i Comuni, quindi i sindaci, fanno e versano per i loro teatri.