Per riqualificarlo basterebbero i 12 milioni a disposizione del Comune. «Così non si darebbe in gestione secolare a privati» Nella corte Est, una Cittadella del Gusto: un mercato coperto, punta di diamante dell'enogastronomia tipica e locale, attorniato da attività commerciali, ristoranti e caffè. Nella Palazzina del comando, invece, l'atteso ampliamento del Museo di Castelvecchio e nella corte Centrale lo spazio per la città: dall'asilo al teatro, dallo spazio per anziani alla sala civica. Nella corte Ovest, il luogo del Lavoro e dell'Innovazione, con sale conferenze e spazi di co-working. E' così che lo studio privato di architettura Riattivare - ecosistemi urbani vede il futuro dell'Arsenale. Un intervento graduale di messa in sicurezza prima, ristrutturazione poi e, in ultimo, di ri-uso di tutti gli spazi dell'ex complesso asburgico. Un progetto studiato per step, che rimarrà in mani pubbliche al 100. Senza concessioni quasi secolari e senza project financing. E soprattutto, utilizzando le risorse che il Comune ha già messo a disposizione: 12 milioni di euro. «Si tratta di un progetto la cui sostenibilità economica, che abbiamo rendicontato al centesimo, è calcolata sulla base delle tariffe utilizzate dalla ditta Rizzani De Eccher, ovvero quella che ha proposto l'attuale progetto su cui la giunta sta discutendo», spiegano Luca Speziali e Pierluigi Grigoletti, architetti di Riattivare. Si tratta infatti di un progetto privato che vuole essere un'alternativa professionale e studiata al dettaglio da un team di professionisti, all'unica soluzione presa in considerazione dal Comune: quella del project financing e dunque della cessione ai privati di gran parte del complesso. Un'idea di cui il comitato Arsenale, che si oppone al progetto di finanza privata, ha sposato il principio fondamentale. «E cioè che, così operando, il complesso rimarrebbe in mani pubbliche. Sarebbe il Comune a gestirne gli spazi, affidando la gestione ad associazioni ed imprese. Traendone addirittura un profitto», spiega Italo Monaco del comitato. «Inoltre, si tratta di un progetto da realizzare a step. Potrebbe essere concluso in cinque anni o di più ma sarebbe un arco di tempo durante il quale l'area rimarrebbe fruibile da noi cittadini», aggiunge il comitato Arsenale. «L'alienazione di fatto dell'Arsenale per quasi un secolo, si può evitare. E i lavori per la messa in sicurezza e per una graduale riqualificazione dell'ex complesso asburgico potrebbero iniziare potenzialmente già domani mattina», aggiunge Monaco. «In questi ultimi anni abbiamo già assistito ad un lento ma progressivo avvicinamento all'Arsenale da parte dei cittadini. Pur con le criticità di cui soffre, migliaia di persone lo frequentano quando ci sono iniziative o anche solo per fare una passeggiata con i bimbi e gli anziani. Non vogliamo che ora diventi un enorme cantiere per un centro commerciale privato», aggiunge Paola Mosconi, residente in Borgo Trento e membro del Comitato. «Già ora basterebbe tagliare l'erba e rimuovere alcuni vecchi sassi per migliorarne lo stato. Invece, tutto è lasciato all'abbandono: una tattica per poi presentare il project come unica arma contro il degrado», aggiungono altri. Contro il progetto sposato dall'amministrazione, si scagliano ancora una volta anche i consiglieri comunali del Pd Michele Bertucco ed Elisa La Paglia. «Non contenti di tenere occupata un'intera Procura della Repubblica che sta indagando su quasi tutte le opere da loro approvate, Tosi e soci continuano a macchinare nelle segrete stanze in un clima di totale autoreferenzialità, sordi ad ogni richiesta di confronto proveniente dai cittadini e dalle associazioni del territorio», denunciano i due, puntando il dito anche contro la mancanza di un confronto diretto con la città. Ilaria Noro
VERONA - Arsenale e futuro. Ecco il piano che non lo svende
Riassunto in 200 parole:
Il Comune di Venezia ha 12 milioni di euro a disposizione per riqualificare l'Arsenale, un complesso storico asburgico. Il progetto, studiato da un team di architetti di Riattivare, prevede la messa in sicurezza, la ristrutturazione e il ri-uso degli spazi. Il progetto è stato proposto come un'alternativa al project financing, che prevederebbe la cessione del complesso ai privati. Il comitato Arsenale si oppone al progetto di finanza privata e sostiene che il complesso rimanga in mani pubbliche. Il progetto prevede la creazione di un mercato coperto, un museo ampliato e spazi per la città.
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