Dal castello di Torre del Greco, al collegio dell'Infanzia di Arco Felice fino all'intero complesso di Santa Maria la Fede nel centro storico NAPOLI Conferire beni immobili per un valore di 40 milioni di euro al San Carlo in modo da patrimonializzare il Teatro «consentendogli, in questo modo, di accedere al credito bancario», racconta l'assessore al patrimonio, Sandro Fucito. Ma nell'articolato piano di Palazzo San Giacomo c'è anche di incrociare le dita e sperare che la richiesta fatta ad ottobre del 2011 all'Agenzia del Demanio, nell'ambito de «Decreto del Fare», possa portare in tempi brevi al trasferimento del Teatro tra i beni di proprietà comunale. Piano che, però, in caso di arrivo di un commissario, salterebbe totalmente. Il Comune ha predisposto una delibera che individua nel caso del Teatro diverse direttrici di intervento per la ricapitalizzazione attraverso il trasferimento di beni immobiliari. Si va dai beni immediatamente disponibili e non inseriti nei beni già messi in vendita dal Comune; al conferimento di parte dei 391 immobili chiesti al Demanio che, entro il 15 aprile, saranno trasferiti al Comune nell'ambito di 391 beni immobili che il Comune ha richiesto, tra i quali circa 120 alloggi. Possibile anche il trasferimento di parte dei 130 immobili degli enti disciolti appartenenti all'Eca, che il Comune non ha finora mai richiesto: si tratta di 151 case, piccole abitazioni che si trovano nel Centro Storico tra Santa Teresa, Materdei e la Sanità. Case occupate, con inquilini che però pagano il fitto e che potrebbero essere vendute proprio agli inquilini, come prevede la norma. Palazzo San Giacomo potrebbe cedere poi parte degli 898 immobili che sempre Palazzo San Giacomo ha chiesto all'Agenzia del Demanio cercando in questo modo di precedere lo Iacp. In questo caso, si tratta di case popolari e di 148 immobili ai Colli Aminei «dove sappiamo racconta sempre Fucito che è in atto un'azione di abbattimento e ricostruzione tra regione e Iacp, dove nessuno si era mai attivato per avere la proprietà». Fucito ricorda pure che «anche il resto di Palazzo Cavalcanti potrebbe essere girato al Teatro, visto che in passato già due immobili dell'edificio di via Toledo sono stati ceduti al teatro. E ne restano tante nell'immobile. Si pensi che solo l'Istituto di Scienze Umane ha 750 metri quadrati». Ovviamente, c'è da capire gli eventuali beni che vendibilità hanno, quindi che disponibilità di denaro fresco potrebbero portare nelle casse del San Carlo. Fermo restando. «E' il caso», ricorda sempre Fucito, del complesso di Sant'Eframo a Materdei, cioè l'ex manicomio giudiziario sul quale il ministero della Giustizia ha già fatto sapere di non essere più interessato». In realtà, i beni più velocemente trasferibili sono senza dubbio quelli già nella disponibilità del Comune che non sono stati inseriti nei vari piani di dismissione, fino ad un anno fa curati dalla Romeo Gestioni che, in otto mesi, ha venduto circa 3000 immobili per un valore di circa 120 milioni. Palazzo San Giacomo pensa quindi di cedere al San Carlo un complesso di 6 torri, fronte-mare, a Torre del Greco, che sono in realtà un ex castelletto; l'antico collegio dell'Infanzia di Arco felice, sempre fronte-mare, adiacente una suola sempre di proprietà del Comune di Napoli; oltre ad un immobile del centro storico, che non è iscritto nel Piano di dismissione, cioè il complesso di Santa Maria la Fede, alle spalle di via via Benedetto Croce, che per Fucito «è anche riconvertibile ad uso abitativo con circa 40 abitazioni che ne verrebbero fuori». Dunque, il piano del Comune sulla cessione degli immobili c'è. Occorre verificare poi sul campo la percorribilità. Fucito però non ha dubbi: «Abbiamo svolto- dice - importanti azioni per accrescere il patrimonio, fermo restando che ci sono beni che possono essere passati tutti e subito. Il San Carlo ha bisogno di avere beni in patrimonio per poter avere liquidità dalle banche, tutto qui». E mica è poco.
Napoli. Ecco i beni che il Comune può cedere al Massimo per ricapitalizzare la Fondazione con 40 milioni
L'assessore al patrimonio del Comune di Napoli, Sandro Fucito, ha presentato un piano per patrimonializzare il Teatro San Carlo, che prevede la conferenza di beni immobili per un valore di 40 milioni di euro. Il piano include la cessione di beni immobiliari al Teatro, tra cui il castello di Torre del Greco, il collegio dell'Infanzia di Arco Felice e il complesso di Santa Maria la Fede. Il piano è stato predisposto per consentire al Teatro di accedere al credito bancario. Fucito ha anche menzionato la possibilità di trasferire beni immobili degli enti disciolti appartenenti all'Eca, come case popolari e piccole abitazioni nel Centro Storico.
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