Archeologi, archivisti, bibliotecari, storici dell'arte, demoetnoantropologi, restauratori, operatori museali e turistici e artisti in piazza del Pantheon per chiedere "più tutele a chi tutela". Si tratta della prima manifestazione nazionale dei professionisti dei beni culturali con cui si chiede "dignità e riconoscimento per i professionisti dei beni culturali - si legge in una nota dell'Associazione nazionale archeologi - un nuovo concorso pubblico in grado di premiare competenze e merito e la riformulazione completa del bando '500 Giovani per la Cultura': da pseudo-formazione a opportunità reali di lavoro. Per la prima volta oltre 40 sigle tra organizzazioni di categoria, culturali e sindacali del mondo della Cultura e dei Beni Culturali sono in piazza per chiedere un'inversione di rotta proprio al governo, che ad agosto - spiega l'Associazione archeologi - aveva annunciato il Decreto Valore Cultura come 'primo segnale di inversione di tendenza: attrarre investimenti nella cultura è tra le nostre priorità', affermando con grande enfasi, per bocca del presidente del Consiglio Letta: 'Daremo lavoro a 500 giovani per la Cultura'. Ma all'enfasi degli annunci sono seguite misure deludenti. Quello che serve è una seria politica per la buona occupazione". Su twitter il commento del ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray: "Condivido la protesta dei professionisti della cultura per i blocchi alle assunzioni e mi impegno a portare le loro ragioni al governo"
Precari della cultura in piazza
In piazza del Pantheon si è svolta la prima manifestazione nazionale dei professionisti dei beni culturali. L'Associazione nazionale archeologi ha chiesto "più tutele a chi tutela" e "dignità e riconoscimento per i professionisti dei beni culturali". La manifestazione è stata organizzata per chiedere un nuovo concorso pubblico per premiare competenze e merito e la riformulazione del bando '500 Giovani per la Cultura'. L'Associazione archeologi ha criticato il Decreto Valore Cultura, che aveva annunciato il premio per 500 giovani per la cultura, ma che non ha portato a misure concrete per la buona occupazione.
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