La nota del segretario generale della Uil Pubblica Il ministero: solo una verifica sulle notizie di crolli NAPOLI - «Due sindacalisti sono stati sottoposti ad un procedimento disciplinare per aver denunciato l'insostenibile situazione di degrado, inefficienza ed abbandono in cui versa Pompei, una delle aree archeologiche più importanti del mondo». È la denuncia del segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione Benedetto Attili che deplora l'azione del ministero e punta il dito sul ministro Bray chiedendone le dimissioni: «Con il suo silenzio ha di fatto avallato questa gravissima lesione di diritti costituzionalmente garantiti». Attili rimprovera all'amministrazione del ministero di aver perpetrato «un violento attacco al diritto del sindacato e dei propri rappresentanti di poter informare l'opinione pubblica su fatti reali e concreti». Secondo il segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione «l'atteggiamento della locale soprintendenza, che ha avviato le procedure disciplinari, oltre a rappresentare una gravissima lesione dei diritti sindacali e della libertà di informazione, assume le sembianze di un monito e di un'odiosa pressione psicologica nei riguardi di tutti i rappresentanti dei lavoratori nell'esercizio delle proprie funzioni costituzionalmente tutelate; il tutto con la palese complicità della dirigenza centrale del ministero - continua il sindacalista - che ha avallato e recepito i »desiderata« della soprintendenza Napoli-Pompei». Immediata la reazione del dicastero per il quale non c'è nessun processo a sindacalisti. La soprintendenza, spiegano dal ministero guidato da Bray, «ha avviato una verifica per un attento riscontro di notizie di crolli a Pompei, diffuse nel novembre scorso e risultate non vere». «Nessun intento persecutorio nei confronti di nessuno - ribadiscono dal Collegio Romano - ma solo l'obiettivo di verificare la realtà dei fatti e dare ai cittadini una informazione corretta a difesa dell'istituzione pubblica, patrimonio comune dell'umanità».