Sui quotidiani, le foto dei cittadini in coda per accedere alle mostre d'arte sono una boccata d'aria buona. Ti ricordano che c'è anche quella Milano e che ci sono anche quei «milanesi», milanesi tra virgolette naturalmente, milanesi famiglia allargata come un cuore straripante, cuore allargato anche lui. Altri vengono da fuori, sono in trasferta per l'arte quasi come per una partita di calcio. Scandalo degli scandali che nelle scuole del Bel Paese la materia storia dell'arte sia una cenerentola e per di più riservata solo a pochissimi; scandalo che non sia obbligatoria per tutti quanti almeno un'ora alla settimana. Negli istituti tecnici, nei professionali ecc. giunge notizia che Dante ha scritto la Divina Commedia, ma Piero della Francesca? cosa ha dipinto Piero della Francesca? chi era costui? Chi lo sa lo deve solo a se stesso, la scuola del Paese d'Arte per eccellenza tace. Vergogna, «vadi fuori!», come diceva Peppino de Filippo. Tornando alle «belle code», tra le ultime quella per Kandinsky e a Palazzo Marino per la Madonna di Foligno di Raffaello (gratis), proveniente dai Musei Vaticani. Queste code sono anche un'occasione rara per vedere i milanesi un po' quièt, in coda ciciàren, gesticolano, moeven i brasc, ma i pè vànn al ralentatur. Sono spesso gruppetti di amici, ho visto un quartetto diabolicamente organizzato: mentre due facevano la coda (sorteggio?), altri due hanno attraversato la strada e si sono infilati al n. 6 di piazza della Scala, angolo via Manzoni, lì senza code e sempre gratis hanno visitato a razzo (speriamo tornino), le Gallerie d'Italia, i tesori artistici delle Fondazioni bancarie; avranno scelto le sale dell'800 o del '900 mentre i loro amici erano in coda? Reduci da queste visioni, zac la doccia fredda: un italiano su due non legge neppure un libro all'anno. E magari al secondo è stato regalato, perché, si sa, i libri non si comprano, si ricevono in dono, se poi conosci l'autore è lui stesso che te lo deve regalare, non va forse così il mondo? Il fruttivendolo ti regala la frutta, il benzinaio la benzina, il sarto i vestiti che cuce, lo scrittore i libri che scrive. Ma, esultiamo, ora è arrivata la norma «salva libri», la detrazione fiscale del 19 sul loro acquisto. Dunque, comprate, comprate. E ordinate da Feltrinelli o al sito www.ilmiolibro.it (dove è in testa alle classifiche) le bellissime «60 storie d'amore per amore degli animali». Il ricavato andrà all'associazione ConFido in te, contro canili e gattili lager.