Giulia Mozzoni Crespi presidente onorario del Fai Gentile professor Romano, in quanto all'articolo de lei recentemente scritto sul nuovo ascensore al Duomo, temo che numerosi milanesi ignorino come me che San Carlo Borromeo, quando prescriveva i regolamenti per la progettazione di un campanile, sottendesse anche un suo uso quale «ascensore» per trasportare sul tetto della casa dedicata a Dio centinaia di turisti. Come pure alludesse a una anticipata visione di marketing che attraverso l'acquisto del biglietto di salita questo «campanile» potesse fruttare al generoso sponsor un parziale guadagno. Inoltre quanto lei suggerisce di sostituire il melodico profondo tocco delle campane con una «registrazione amplificata da qualche altoparlante, come fanno i muezzin in oriente», è una proposta di ammodernamento con uno strumento che all'epoca dei Borromeo non esisteva, ma che forse il Santo intuiva, anche se allora non esisteva l'inclinazione di bere un caffè tra le guglie di una cattedrale. Inclinazione che, a quanto pare, è fortemente attiva nei seguaci di Comunione e Liberazione, come pure nel loro amico, ministro Lupi. Perché non si pronuncia chiaramente il cardinale Scola?
Milano. San Carlo e l'ascensore del Duomo
Giulia Mozzoni Crespi presidente onorario del Fai Gentile professor Romano, in quanto all'articolo de lei recentemente scritto sul nuovo ascensore al Duomo, temo che numerosi milanesi ignorino come me che San Carlo Borromeo, quando prescriveva i regolamenti per la progettazione di un campanile, sottendesse anche un suo uso quale ascensore per trasportare sul tetto della casa dedicata a Dio centinaia di turisti. Come pure alludesse a una anticipata visione di marketing che attraverso l'acquisto del biglietto di salita questo campanile potesse fruttare al generoso sponsor un parziale guadagno. Inoltre quanto lei suggerisce di sostituire il melodico profondo tocco delle campane con una registrazione amplificata da qualche altoparlante, come fanno i muezzin in oriente, è una proposta di ammodernamento con uno strumento che all'epoca dei Borromeo non esisteva, ma che forse il Santo intuiva, anche se allora non esisteva l'inclinazione di bere un caffè tra le guglie di una cattedrale. Inclinazione che, a quanto pare, è fortemente attiva nei seguaci di Comunione e Liberazione, come pure nel loro amico, ministro Lupi.
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