Il furto delle opere, di grande valore artistico e commerciale, è stato commesso prima di Natale. Fra depistaggi e intuizioni determinanti, la Polizia di Stato ha denunciato un 45enne per circonvenzione e furto aggravato in concorso. Tre tele d'ingente valore scomparse da un 'salotto bene' del centro città sono il ricco bottino rinvenuto dalla Polizia di Stato tra la Spezia e Genova. Il furto è stato commesso qualche giorno prima di Natale. A destare i primi sospetti degli investigatori è stata la dinamica con cui le preziose tele a olio sono state portate via. In breve tempo, il mistero si è dipanato e due persone, un uomo e una donna di 45 e 43 anni, sono stati denunciati con l'accusa di circonvenzione di incapace e furto aggravato in concorso. Quando la padrona di casa, una pensionata, si è accorta del danno subito non ha esitato ad avvertire la Polizia ma di sicuro non si poteva nemmeno immaginare che la soluzione dell'enigma fosse proprio tra le mura domestiche. Mentre gli agenti della Squadra Mobile della Spezia, guidati dal dottor Girolamo Ascione, raccoglievano i pezzi del puzzle, hanno notato che il disordine all'interno dell'appartamento della donna poteva essere in realtà un depistaggio: all'appello mancavano solo le tele e il resto della casa era in ordine, salvo qualche cassetto aperto. Gli agenti, seguendo la loro pista, hanno così ristretto il campo sentendo tutti i possibili indiziati, soprattutto tra le persone che frequentavano abitualmente l'appartamento, finché non sono spuntati dei nomi: quello del figlio quarantenne, quello della pensionata e di due conoscenti. A giocare un ruolo determinante, è stato il colpo d'occhio di un vicino di casa che il giorno del furto aveva notato nei pressi un'automobile molto particolare e mai vista in quella zona. Sono partite pertanto ulteriori verifiche che hanno portato a due persone che già erano comparse durante l'indagine: gli amici del figlio. L'automobile individuata dal vicino di casa era utilizzata proprio da uno dei due. Stando a quanto ricostruito dagli agenti, l'uomo e la donna frequentavano abitualmente il figlio della vittima. Il quarantenne sarebbe stato raggirato dal conoscente quarantacinquenne, già noto agli uffici per reati come truffa e circonvenzione, e la donna avrebbe partecipato al furto. Per gli investigatori insomma il quarantacinquenne sarebbe 'la mente' e avrebbe escogitato la sequenza di atti criminosi approfittando della parziale inabilità del quarantenne, che non è completamente capace di assolvere alle proprie azioni quotidiane. A togliere il velo del dubbio da queste ipotesi sono stati anche i ritrovamenti dei quadri risalenti al '700 del valore di diverse migliaia di euro. Due delle tre tele a olio, una raffigurante l'incoronazione di un re e l'altra una bellissima dama seduta in poltrona, sono state rinvenute a Genova in un negozio di antiquariato. Il terzo quadro è stato recuperato poco prima di Capodanno quando il figlio e i due conoscenti si erano incontrati. Mentre quest'ultimi si allontanavano, lui rimaneva alla guida dell'auto non sospettando che gli agenti della Mobile lo tenessero sotto controllo. Trovatosi davanti la Polizia ha dovuto spiegare perché il quadro raffigurante la Madonna e l'angelo, che una volta era appeso in casa della madre, si trovava nel bagagliaio della macchina. A questo punto sono partite le denunce a carico del quarantacinquenne e della donna quarantatreenne. Probabilmente se non fossero stati scoperti anche la terza tela sarebbe stata piazzata in un altro negozio d'antiquariato.
LA SPEZIA-Trafugati quadri del Settecento da un 'salotto bene'
La Polizia di Stato ha denunciato un 45enne per circonvenzione e furto aggravato in concorso per il furto di tre tele d'ingente valore da un'salotto bene' del centro città. I tele furono portati via in breve tempo, il mistero si è dipanato e due persone, un uomo e una donna di 45 e 43 anni, sono stati denunciati con l'accusa di circonvenzione di incapace e furto aggravato in concorso. Gli agenti hanno notato che il disordine all'interno dell'appartamento della donna poteva essere un depistaggio, ma hanno seguito la pista e hanno scoperto che il figlio della vittima frequentava abitualmente l'appartamento.
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